L’amministratore delegato di Monte dei Paschi di Siena, Luigi Lovaglio, sta valutando la possibilità di cedere la partecipazione in Generali detenuta da Mediobanca, pari a 7,4 miliardi di euro, in modo da finanziare l’acquisizione di Banco Bpm. Un modo per rilanciare il sogno di creare un terzo polo bancario italiano e per riaccendere il risiko bancario. A rivelarlo è il Financial Times.
La testata londinese ha sentito cinque persone a conoscenza delle trattative, le quali hanno riferito che il ceo intende cedere la quota del 13,19% in Generali che ha Mediobanca, acquisita da Mps l’anno scorso, a una cordata di investitori italiani. Tra i potenziali acquirenti ci potrebbero essere, sostiene il Financial Times, Intesa Sanpaolo e Unicredit.
Due delle fonti sostengono che la vendita darebbe a Mps un maggior potere contrattuale per offrire un premio agli azionisti di Banco Bpm. Nel frattempo, Mps smentisce ogni voce a riguardo, precisando che non c’è alcuna ipotesi allo studio relativa alla vendita della quota in Generali e che la banca è interamente focalizzata sul processo di integrazione e fusione con Mediobanca.
Lovaglio è tornato alla guida di Mps dopo l’ultima assemblea che ha rinnovato il consiglio d’amministrazione, dopo che circa un mese fa il precedente cda gli aveva tolto le deleghe e lo aveva licenziato per giusta causa da direttore generale della banca a causa di «divergenze strategiche, tra cui il futuro della partecipazione in Generali», riporta il Financial Times.
Giusto ieri, giovedì 23 aprile, i riflettori su Generali sono tornati più abbaglianti che mai. Unicredit, infatti, è salita all’8,7% del Leone – la scalata potrebbe essere appena cominciata –, diventando terzo azionista alle spalle proprio di Mediobanca e della Delfin degli eredi Del Vecchio (fermi al 10,05%).
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