Si chiude con due condanne un’indagine a Milano su un presunto tentativo di collaborazione con l’intelligence russa rimasto in gran parte sulla carta. Protagonisti due imprenditori brianzoli, di 34 e 60 anni, che secondo gli inquirenti si erano offerti come intermediari operativi, senza però riuscire a realizzare progetti concreti.
Le pene – 2 anni e 6 mesi e 2 anni e 2 mesi – sono state disposte dalla gup Angela Minerva al termine del rito abbreviato. L’inchiesta, coordinata dal pm Alessandro Gobbis con il Ros dei carabinieri, aveva ricostruito contatti avviati via Telegram con interlocutori russi, nell’ambito dei quali i due avrebbero messo sul tavolo una serie di proposte in cambio di compensi anche in criptovalute.
Più che operazioni già avviate, emerge un catalogo di iniziative allo stadio progettuale. Tra queste, un piano per dotare gratuitamente i taxi milanesi di dashcam, presentato come opportunità commerciale ma ritenuto utile, secondo l’accusa, a raccogliere immagini e informazioni. In parallelo, l’interesse per i sistemi di videosorveglianza urbana di Milano e Roma, con un’attenzione specifica alle aree non coperte da telecamere.
Il commento
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Un altro filone riguardava l’idea di creare una rete di alloggi “riservati” nel capoluogo lombardo, destinati a ospitare cittadini russi in transito evitando registrazioni ufficiali.
L’unico sviluppo concreto individuato dagli investigatori riguarda invece il monitoraggio di un imprenditore attivo nei settori dei droni e della sicurezza elettronica, considerato di interesse. L’attività si è però interrotta prima di evolvere ulteriormente, anche a seguito dell’autodenuncia del più giovane dei due, che ha preceduto perquisizioni e sequestri.
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a cura della redazione

Il tribunale ha riconosciuto il reato di corruzione del cittadino da parte russa, escludendo però l’aggravante legata a finalità di terrorismo o eversione. Resta aperta una pista investigativa parallela per chiarire se attorno ai due ruotasse una rete più ampia e se vi siano collegamenti con presenze riconducibili ai servizi russi in Italia.
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