«Il mondo dell’odio è sempre più vasto, una valanga di odio che trascina le persone a mandarmi dei messaggi… ho 96 anni, sono vicina alla morte e alcuni mi scrivono: perché non muori? Io dico, capiterà uno di questi giorni e nemmeno voglio durare e vedere i miei figli invecchiare…». Lo ha detto la senatrice a vita Liliana Segre, intervistata al Memoriale della Shoah di Milano insieme al ministro Matteo Piantedosi. «Che io riceva tra le minacce ‘perché non muori’… Quello li’ – ha proseguito Segre – ha fatto di tutto, quando avevo 8 anni, per farmi morire ma non mi aspettavo mai che ancora adesso, dopo tutto quello che c’è stato, le guerre, gli errori anche spaventosi fatti da tutti che io vorrei condannare, ancora a 96 anni qualcuno mi scrive: perché non muori? Sarà da curare questo qui o sono da curare io?».
Segre: “Nel 1938 telefonavano a casa e dicevano ‘Perché non muori?’ Ora me lo scrivono sui social”
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