Post, meme e accuse: la campagna social di Elon Musk: “Così Sam Altman ha tradito OpenAI”

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Il processo che vede contrapposti Elon Musk, magnate di Tesla e SpaceX, e Sam Altman, CEO di OpenAI, è ufficialmente iniziato il 27 aprile 2026 con la selezione della giuria. Al centro della contesa legale, che si preannuncia come uno degli eventi più significativi nel mondo dell’intelligenza artificiale, vi è una vera e propria “campagna” di Elon Musk, che sta utilizzando il tribunale e i suoi canali pubblici per presentare quelle che definisce prove del tradimento della missione originale di OpenAI.

Nel dettaglio. Musk, co-fondatore di OpenAI nel 2015, accusa l’organizzazione di aver abbandonato la sua missione originaria di ente senza scopo di lucro, dedicata allo sviluppo dell’IA per il beneficio dell’umanità, trasformandosi in un’entità orientata al profitto. La sua campagna si articola principalmente attraverso la causa legale, dove sostiene di essere stato ingannato riguardo alla natura altruistica del progetto sin dall’inizio.

“Ai tradita”, via allo storico processo Musk contro Altman: perché cambierà il futuro dell’intelligenza artificiale- Di Alberto Simoni

Tra le prove portate avanti da Musk, spicca un’email di Sam Altman del 2017, in cui l’attuale CEO di OpenAI esprimeva entusiasmo per la “struttura no-profit” dell’organizzazione. Musk interpreta questo come un impegno chiaro che sarebbe stato successivamente infranto, specialmente dopo la creazione di una filiale commerciale a scopo di lucro e gli ingenti investimenti da parte di Microsoft. Il magnate punta a dimostrare che, dopo aver raccolto fondi e sostegno iniziali, l’organizzazione no-profit avrebbe illecitamente mutato pelle per fini commerciali.

La campagna social (e satirica) di Musk

Ma la guerra che sta conducendo Elon Musk, non è solo sul fronte legale. Un ruolo determinante assume la sua campagna social (spesso satirica) dove il magnate ha un seguito enorme. Tra le “prove” più recenti che Musk ha condiviso sui social, principalmente su X, per sostenere le sue accuse contro OpenAI e i suoi fondatori, spicca l’immagine di Altman con il Badge (modificato digitalmente) “ClosedAI”. L’uso di immagini modificate e meme è una tattica che Musk adopera spesso per influenzare l’opinione pubblica. Nel contesto di una campagna social, ha esplicitamente accusato Sam Altman di essere uno “Scam Altman” (giocando sul fatto che “scam” significa “truffa” in inglese) e Greg Brockman di essere un “Greg Stockman”, suggerendo che stiano accumulando ricchezza personale a discapito della missione originale. Questi attacchi frontali mirano a delegittimare i leader di OpenAI agli occhi dei suoi milioni di follower, mettendone in discussione l’integrità e le motivazioni.

La campagna social di Musk si basa sulla ripetizione ossessiva di concetti chiave, supportata da elementi visivi e da attacchi personali, il tutto finalizzato a delegittimare OpenAI e a presentarsi come il difensore dei principi etici originali dell’IA. Non si tratta di prove legali formali, ma di un potente strumento di pressione mediatica e di costruzione di una narrativa pubblica.

(ap)

Per OpenAI: “Musk un distruttore recidivo di prove”

Dall’altra parte. OpenAI e Sam Altman respingono con forza le accuse, definendo la causa di Musk una “campagna di molestie” motivata da gelosia e dal desiderio di ostacolare un concorrente. Sostengono che Musk fosse pienamente consapevole dei piani di ristrutturazione e che la rottura sia avvenuta perché lui desiderava il controllo assoluto sull’azienda.

OpenAI ha anche risposto alla campagna di Musk con le proprie contromosse pubbliche e legali. L’azienda ha rilasciato email datate 2017 e 2018 che, a loro dire, dimostrerebbero che Musk non solo era a conoscenza della necessità di una struttura a scopo di lucro per finanziare i costi esorbitanti della ricerca sull’IA, ma era anche d’accordo con essa. In queste comunicazioni, OpenAI afferma che Musk avrebbe richiesto il controllo totale dell’azienda, arrivando a volerla fondere con Tesla, e che al rifiuto degli altri fondatori avrebbe abbandonato il progetto, dichiarando che aveva “zero probabilità di successo”.

In un’ulteriore escalation della disputa, OpenAI ha accusato la società di IA di Musk – xAI – di aver distrutto prove cruciali utilizzando app di messaggistica con cancellazione automatica come Signal. Hanno definito Musk un “recidivist spoliator” (distruttore recidivo di prove) e hanno richiesto al giudice di considerare le prove cancellate come implicanti una colpevolezza (inferenza avversa). Non solo, la fondazione di xAI da parte di Musk è un esempio di “prova comportamentale” che OpenAI usa per sostenere la tesi della gelosia competitiva come motivazione della causa.


(reuters)

L’Evoluzione della Contesa

Il processo, che vedrà testimonianze chiave di figure come Satya Nadella (CEO di Microsoft), si concentra sulla questione se OpenAI abbia violato la sua missione iniziale e se si sia arricchita indebitamente. Le richieste di Musk includono il ritorno di OpenAI al suo status non-profit, la rimozione di Altman e del co-fondatore Greg Brockman, e la fine della partnership con Microsoft. Questa battaglia legale non è solo uno scontro tra ex alleati, ma riflette una più ampia guerra culturale sul controllo e la direzione futura dell’intelligenza artificiale, con profonde implicazioni sul ruolo che l’IA giocherà nella società.

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