La tensione tra la Russia e l’Unione europea torna ai massimi livelli dopo che un drone è caduto la scorsa notte su un edificio residenziale in Romania, provocando un incendio e ferendo due persone. La Nato assicura che difenderà «ogni centimetro del territorio alleato» e si prepara ad adottare nuove misure, mentre dai leader europei è arrivato un coro unanime per condannare «un atto gravissimo e irresponsabile» che ha visto Mosca «superare un altro limite».
Vladimir Putin ha respinto le accuse, sostenendo che «il drone caduto in Romania potrebbe essere ucraino» e dicendosi pronto a «condurre un’indagine obiettiva» sui resti del velivolo. Ma il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitrij Medvedev, ha gettato ulteriore benzina sul fuoco: «Questo continuerà ad accadere. C’è una guerra in corso e i cittadini dei Paesi Ue, in quanto residenti di Stati in guerra, non potranno dormire sonni tranquilli. Soprattutto nelle zone in cui si trovano gli impianti di produzione di droni» utilizzati da Kiev.
Drone russo in Romania, il presidente Dan contestato durante visita a Galati: “Siamo sotto minaccia”
L’episodio è avvenuto a Galati, nel Sud-Est della Romania, a due passi dal confine con l’Ucraina proprio mentre era in corso un raid sul porto di Izmail, nella regione di Odessa. Il drone è caduto su un edificio e ha provocato un incendio al decimo piano: secondo la stampa locale, una donna e un bambino sono stati portati in ospedale con lievi ferite, mentre in totale 70 persone sono state evacuate.
Secondo il ministro della Difesa romeno, i droni russi hanno violato lo spazio aereo 28 volte da quando sono iniziati i raid sui porti ucraini e in totale sono stati recuperati frammenti di drone in 47 occasioni. Ma questa è la prima volta che viene colpita un’area ad alta densità abitativa. Il drone era stato monitorato dall’esercito romeno, ma i due F-16 fatti decollare immediatamente non lo avevano abbattuto «per evitare di mettere a rischio la sicurezza dei civili», come ha spiegato il presidente Nicusor Dan.
Il capo dello Stato ha definito l’episodio «senza precedenti» e ha dichiarato che «la piena responsabilità di questo incidente ricade sulla Federazione Russa» e ha chiesto «una risposta ferma, coordinata e adeguata, a livello nazionale, alleato e internazionale».
Il capo di Stato maggiore dell’esercito romeno, Gheorghita Vlad, si è subito messo in contatto con il Comandante supremo delle forze Nato in Europa, Alexus Grynkewich. I due, spiega una nota del quartier generale Nato, «hanno esaminato le misure adottate e hanno concordato di mantenersi in contatto» anche per «valutare ulteriori misure difensive».
Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha giudicato «sconsiderato» il comportamento della Russia che «rappresenta un pericolo per tutti noi» in quanto «continua a prendere di mira civili e infrastrutture civili in Ucraina». L’ex premier olandese ha assicurato che l’Alleanza è pronta a difendere «ogni centimetro del suo territorio», la stessa espressione utilizzata anche dall’ambasciatore americano presso la Nato.
Per la premier italiana, Giorgia Meloni, si tratta di «un atto gravissimo», mentre il suo collega slovacco – Robert Fico – ha espresso la solidarietà a Bucarest, ma ha chiesto ai partner europei «moderazione nell’effettuare dichiarazioni provocatorie» e ha invitato l’Ue ad aprire un dialogo con la Russia. Altrimenti, «qualsiasi drone vagante potrebbe portare a un’escalation delle tensioni che potremmo non essere in grado di gestire».
Da Bruxelles, però, Ursula von der Leyen ha detto di voler «aumentare la pressione sulla Russia» e ha confermato l’arrivo di un nuovo pacchetto di sanzioni. In parallelo, proseguono i lavori per aprire i capitoli negoziali di adesione dell’Ucraina. «Non c’è alcun motivo di ritardare il processo» ha detto ieri dopo l’incontro con il premier ungherese, Peter Magyar. L’iter era stato infatti bloccato dal veto del precedente governo di Budapest, guidato da Viktor Orban, ma ora la Commissione spera che arrivi il via libera.
Il faccia a faccia ha permesso di sbloccare 10 miliardi di fondi Ue per l’Ungheria e ha posto le basi per scongelarne altri 6, alla luce delle annunciate riforme del nuovo esecutivo, che intende entrare nella procura europea. Dal prossimo anno, inoltre, l’Ungheria potrà tornare nel programma Erasmus. «Cosa ha concesso a Bruxelles? Il formaggio gratis si trova solo nella trappola per topi» lo ha attaccato il suo predecessore, Orban.
Magyar ha manifestato aperture nei confronti del dossier Ucraina, ma ha assicurato che «non c’è alcun legame tra lo sblocco dei fondi e l’apertura del primo capitolo dei negoziati di adesione per Kiev». Quindi ha ripetuto le condizioni per il via libera: «Stiamo dialogando con i nostri partner ucraini e la cosa più importante per noi è la tutela dei circa centomila ungheresi che vivono in Ucraina».
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