Condannata per aver negato la chemio alla figlia, rifiuta le cure e muore di tumore

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BAGNOLI DI SOPRA (PADOVA). Dieci anni fa, seguace del metodo Hamer insieme al marito, aveva negato le cure alla figlia minorenne, malata di tumore. Una condanna a morte, secondo i giudici, che nel 2023 hanno condannato i genitori a due anni di carcere per omicidio colposo. A distanza di dieci anni, è morta nello stesso modo Rita Benini – 60 anni, padovana di Bagnoli di Sopra – madre di Eleonora Bottaro: malata di cancro alla lingua, cancro non curato.

«I medici hanno detto che bisognava curarla con terapie di chemioterapia e radio» ha raccontato il marito, Lino Bottaro, al Gazzettino. «A quel punto mia moglie mi ha detto che, se quello era il destino, doveva fare il suo corso». Non arretrando di un passo rispetto alle sue convinzioni: il tumore frutto di un conflitto psichico, il rifiuto dei farmaci e delle terapie. Le basi del metodo Hamer: una teoria assolutamente antiscientifica, elaborata da un medico tedesco – Ryke Geerd Hamer, appunto – indagato, arrestato e condannato più volte, tra Francia, Spagna, Germania, Austria e Belgio, per cattiva pratica medica, esercizio abusivo di professione medica, calunnia e frode. Radiato, a quasi dieci anni dalla sua morte continua a fare proseliti in mezzo mondo.

La vicenda di Eleonora Bottaro, dieci anni fa, era stata ripresa da tutti i quotidiani italiani. Una ragazza che, ancora minorenne, si era ammalata di leucemia linfoblastica acuta. Era la seconda tragedia che colpiva la famiglia padovana, che appena tre anni prima era stata travolta dalla morte del fratello di Eleonora, colpito da un aneurisma fatale mentre si trovava sulle piste da sci di Folgaria insieme a un amico. Riguardo a Eleonora, la diagnosi era molto seria. Ma, con le giuste cure, i medici prevedevano una possibilità di guarigione intorno all’80%. Non ne ha avuto la possibilità, è morta ad appena 18 anni. Dopo che i genitori, fedeli alle prescrizioni Hamer, le avevano impedito di sottoporsi a qualsiasi cura. Di fatto, accompagnandolo alla morte. Per questo, tre anni fa la coppia era stata condannata in via definitiva a due anni di carcere.

Poi, come Eleonora, si è ammalata anche la madre, Rita Benini, che in questi anni non ha mai mostrato un segno di pentimento, rispetto a quanto fatto (o non fatto). Cancro alla lingua. Una prima operazione per asportare le cellule tumorali, poi più niente. Niente chemioterapia, niente radioterapia. Ha deciso così, sostenuta dal marito. Ostinatamente fedele a quel metodo antiscientifico, che pure aveva condotto alla morte della figlia. E che ora ha ucciso anche lei.

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