Almirante, mutui tricolore, crocifisso: il programma di Lorenzo Gasperini, l’ideologo di Vannacci

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Lo straniero scelga: assimilato o remigrato. Sempre che trovi posto, perché “noi proponiamo un tetto agli stranieri in Italia”. E poi “mutui tricolori” a tassi variabili in base ai figli; ridiscutere l’euro; appendere il crocifisso nelle scuole; riconoscere una sola famiglia, quella composta “da uomo e donna”. E da dove si prendono i soldi? “Rispedendo a casa loro i carcerati stranieri”. Eccolo il programma di Futuro Nazionale, presentato all’assemblea costituente da Lorenzo Gasperini. Laureato in lettere e filosofia, 34 anni, ex consigliere comunale della Lega folgorato sulla via di Roberto Vannacci: è lui l’autore e l’ideologo delle tavole del partito. Dove ci sono tante “pietre miliari lasciate” in eredità da Giorgio Almirante. Nominato e ricordato da tanti, la “vera destra” vannacciana si rifà allo storico segretario del Msi. “Lo diceva Almirante – grida Gasperini tra gli applausi di un’assemblea in visibilio – la destra o è coraggio e libertà o non è”. Il professore toscano di filosofia parla a una platea gremita, prima del coordinatore Simoni e del generale. Un posto di rilievo in scaletta. “Cari camerati – esordisce- ci vergogneremmo di essere moderati…”. Parafrasando von Clausewitz, spiega che per Vannacci “la politica è la concentrazione della guerra con altri mezzi”. Poi, inizia a raccontare cosa ha ispirato e cosa c’è scritto nel programma: “Intanto è scritto in italiano senza schwa”. E poi “noi chiamiamo le cose col loro nome. Non ci sarà l’interruzione volontaria di gravidanza, ma l’aborto; non ci sarà la gestazione per altri, ma parleremo di utero in affitto; non il suicidio assistito, ma l’omicidio volontario di un consenziente”.

Gasperini assicura che “ogni proposta tecnica nasce da una visione”. Due le direttive principali: “Diritto naturale e tradizione, ovvero buonsenso e identità”. Per esempio: “Noi siamo per il diritto naturale, per l’ordine buono della realtà: la natura vuole che per mangiare si lavori, non vuole che l’economia si fondi sulla redistribuzione della ricchezza”. Il lungo librone vannacciano “si apre con due citazioni e si chiude con una preghiera, quella del parà francese”, letta ieri da Vannacci. Le citazioni sono di Pio IX e Pasolini: “Benedite gran Dio l’italia” e “Destra divina che è dentro di noi nel sonno”. Gasperini, molto apprezzato dalla platea, cita le battaglie di Poitiers, Lepanto e Vienna: “Abbiano ricacciato i maomettani volando alto”. Tra un capitolo sugli animali domestici e uni “sulla dignità dei cimiteri”, Gasperini precisa che “non c’è un capitolo sull’immigrazione, ma sulla scelta tra assimilazione o remigrazione”. Due punti, sottolinea, sono “fondamentali: la remigrazione e i valori non negoziabili, collegati all’emergenza nazionale del calo demografico”. Come risolverli? “Non basta che gli immigrati rispettino le nostre norme, noi vogliamo un’Italia in cui ci siano quasi esclusivamente italiani. Noi pretendiamo di mettere un tetto alla presenza straniera nella nostra patria”. E per le famiglie? “Per la denatalità abbiamo pensato a un mutuo tricolore garantito dallo Stato a tasso estremamente basso e ancor più ridotto in base ai figli. Fare figli è una priorità essenziale per il nostro popolo. Vogliamo che gli italiani tornino a procreare ed educare altri italiani”.

Non manca la promessa di “meno tasse” o l’aiuto ai disoccupati: “Se rifiuti un posto di lavoro perdi la Naspi”. Nemmeno un vecchio cavallo di battaglia leghista: “Ridiscutere l’euro secondo l’interesse e la sovranità del nostro Paese”. Capitolo valori e tradizioni: “Non è possibile che nelle nostre classi non ci sia un crocifisso, è la garanzia della tolleranza”. Ancora: “Per noi la famiglia sono un uomo e una donna, proponiamo una nettissima opposizione alle altre forme di famiglia”. Tanto da metter loro le mani in tasca: “Usiamo i soldi dei gay pride per curare gli anziani”. Gasperini conclude l’intergruppo chiarendo che “con la sinistra non abbiamo nemmeno un punto in comune”, e al momento neanche tanto con l’attuale maggioranza di governo: “O il centrodestra si mette in testa di andare a destra o non si fa”. Applausi scroscianti.


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