Salvini: Strisciuglio è bravo ma non è il solo manager per Ferrovie

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Le dimissioni annunciate di Stefano Donnarumma dalla guida di Ferrovie dello Stato hanno aperto la partita per la successione al vertice del gruppo, con Gianpiero Strisciuglio indicato come candidato in pole per raccoglierne l’eredità. Matteo Salvini esce allo scoperto rivendicando una soluzione interna: «Il prossimo amministratore delegato lo sceglieremo internamente fra i ferrovieri, non ci saranno nomine partitiche esterne».

Una posizione che, pur senza ufficializzare la designazione, rafforza il profilo di Strisciuglio, ora alla guida di Trenitalia e con un passato da amministratore delegato di Rfi, indicato in quota leghista. «Strisciuglio è bravo, come ci sono altre decine di dirigenti nati e cresciuti in ferrovia altrettanto bravi. Viene fatto costantemente il suo nome, ma ce ne sono altri».

Addio a Donnarumma “non dipende dai ritardi”

In realtà, l’accordo politico per promuovere Strisciuglio è fatto, con lui c’è intesa anche sulle linee strategiche del gruppo – in maggiore sintonia con l’azionista pubblico rispetto alla gestione Donnarumma – ma la cautela del governo è dovuta al rinvio a giudizio del manager per la strage di Brandizzo del 2023. Il ministro delle Infrastrutture e Trasporti sostiene che la sostituzione di Donnarumma «non dipende dai ritardi e dai disservizi», perché «rispetto a giugno dell’anno scorso la puntualità è aumentata del 7%».

Salvini inserisce l’avvicendamento in una cornice più ampia: «Si è chiusa la fase più complicata che era quella Pnrr, si apre la fase due di gestione di una nuova struttura che, grazie anche a questi cantieri che comportano ritardi, a lavori conclusi sarà la più moderna, efficiente e veloce d’Europa. All’incasso – sottolinea – andrà il ministro dei Trasporti che verrà dopo di me».

Il responsabile del Mit ribadisce i numeri: «Ci sono 1. 300 cantieri aperti, con circa 10.000 treni circolanti al giorno e circa mezzo milione di persone trasportate. Se 9. 900 treni arrivano puntuali e cento arrivano in ritardo, è chiaro che fa notizia quei 100, per cui ci scusiamo. Però se non facessimo i lavori che stiamo facendo ci sarebbe il collasso».

Schlein: fallimento dell’esecutivo

Va all’attacco la segretaria del Partito democratico Elly Schlein che parla di totale fallimento dell’esecutivo: «Quello che dice Salvini è l’ennesimo schiaffo a pendolari, studenti, passeggeri e lavoratori costretti a viaggiare sistematicamente con ore di ritardo. Salvini vive fuori dalla realtà, parla di record di puntualità». Schlein chiede: «Se va tutto così bene perché hanno sentito il bisogno cambiare? Ormai per questo governo conta solo il potere, le figure da nominare, gli appalti e le assunzioni da distribuire».

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Intanto, dopo la solidarietà dei sindacati alla giornalista dell’Agi, Federica Valenti, trasferita dalla redazione politica a quella degli esteri, perché considerata sgradita a Matteo Salvini, arriva il sostegno delle opposizioni. «Che un vicepremier faccia pressioni per spostare una giornalista perché non gradisce gli articoli che scrive richiama ai peggiori regimi», dice il segretario di Più Europa Riccardo Magi che aggiunge: «Salvini, ministro artefice del disastro dei treni, è grottesco». Angelo Bonelli di Avs parla di «fatto gravissimo» e chiede alla direzione dell’Agi di «chiarire le ragioni di questa decisione».

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