Ronn Moss: “Essere Ridge mi logorava, Dopo 25 anni ho detto basta”

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Da tempo al posto di Ridge c’è Ronn, un signore con i capelli bianchi, molti orecchini, molti bracciali, un’aria pacata da tardo hippie che, dopo tanto successo, deve aver trovato la pace in luoghi diversi da quelli che lo hanno trasformato nella star di una delle soap più amate e venerate della storia della tv: «Non è stato poi così difficile vivere quella fase della vita – spiega l’attore, seduto accanto alla moglie Devin Devasquez che partecipa all’intervista, chiarendo e spiegando i punti di vista del marito –, prendo seriamente il mio lavoro, ma non tutto quello che c’è intorno. Quel successo mi ha fatto un gran piacere, sono felice di sapere che ci siano state così tante persone che, per anni, hanno seguito e amato Beautiful, tutta gente che con me è sempre stata gentile e verso cui nutro un grande rispetto. E poi, diciamolo, dare un autografo o farsi una foto non è poi la cosa peggiore che può succedere». In Italia, poi, il fenomeno globale della serie (in onda in Usa dal 1987, che lo ha visto presente fino al 2012, per circa 25 anni, in 6.407 episodi) ha toccato vette straordinarie: «Non so, deve essere stata anche una questione di vibrazioni, si sono susseguite generazioni di spettatori, sono orgoglioso di quello che abbiamo fatto, e comunque in Italia le persone sono molto passionali, nessuno è come voi, sono stato in tanti altri Paesi, ma trovo che voi siate unici. Non solo per il vostro cibo, trovo che siate orientati verso i sentimenti e le emozioni in senso positivo, e poi pronti a vivere pienamente la vita, in un modo differente, gli altri ci provano, ma sono più esitanti, voi no».


Ospite d’onore del Filming Italy Sardegna Festival (diretto da Tiziana Rocca), dove presenta il suo primo film da regista, il western sui generis Tex McKenzie, Ronn Moss confessa però che quella convivenza forzata con Ridge Forrester non è stata sempre facile: «Mi ero abituato a vivere senza mai smettere di lavorare, senza prendere un giorno di riposo. Ridge era entrato dentro di me, non solo quando ero sul set, non riuscivo più a liberarmi di lui, è come se a un certo punto avessi preso l’abitudine di vivere due vite separate, quella di Ridge e la mia». La decisione cruciale, dopo 25 anni nel segno di Beautiful, si deve al destino: «Ho avuto un incidente automobilistico che mi ha provocato una perdita di memoria a breve termine. Giravamo senza interruzione, tutti i giorni, e questa nuova situazione creava molti problemi, non ero più in grado di memorizzare i dialoghi». E poi pesava una consapevolezza di fondo: «Mi dicevo che dovevo smetterla, sentivo che continuare a essere Ridge stava iniziando ad avere un brutto effetto su me stesso… certo, quel personaggio mi ha insegnato tante cose, per esempio ad aprire una bottiglia di champagne, a fare un vero papillon, a parlare di moda e infatti a suo tempo ho conosciuto Valentino». La rottura, con l’ultima puntata andata in onda il 14 agosto del 2012 («no, non ho avuto bisogno di analisi per staccarmi da Ridge») ha aperto nuove strade come la regia: «Apprezzo molto il modo di girare di Clint Eastwood, è uno che va diritto per la sua strada, non fa mille ciak per una scena, ottiene quello che vuole e va avanti». E ha anche ravvivato vecchi amori come quello per la musica: «Per me la musica è una grande avventura creativa che adesso posso intraprendere insieme a quella cinematografica. Non ho gruppi preferiti, ma sicuramente sono amante del rock, anche perché è uno stile di vita e non solo un genere musicale».

A differenza di molti suoi colleghi attori e registi, Ronn Moss non nutre preoccupazioni per il futuro del suo Paese, anzi è fermamente convinto che le cose miglioreranno: «Ho piena fiducia nei cambiamenti che avverranno in America, sia in campo finanziario che politico. E sono convinto che tutto questo avrà un riflesso positivo anche sull’Europa». Sull’Ai Moss è guardingo: «È uno strumento interessante, ma se il suo uso non è controllato, gli esiti potrebbero essere spiacevoli». Quanto ai vecchi colleghi di soap, nessuna nostalgia: «Sono stato in contatto con loro per così tanto tempo, adesso no, non lo sono più, le nostre vite hanno preso direzioni diverse». Sul bello, su quell’aggettivo che ha governato la sua esistenza per decenni, Ronn Moss non ha particolari definizioni: «Non saprei – dice pensoso – non posso generalizzare». Una risposta che, in qualche modo, la dice lunga.

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