La guerra Usa al Fentanyl, la droga degli zombie. Oltre centomila morti in un solo anno

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NEW YORK. Dopo anni in crescita, con picco di morti nel 2022, i numeri dei decessi causati dal Fentanyl negli Stati Uniti sono finalmente in diminuzione: oltre il 35% in meno tra il 2023 e il 2024, con dati provvisori che prevedono un ulteriore calo nel 2026. Chiamarla una vittoria sarebbe però presuntuoso: questo oppioide sintetico di cui fino a dieci anni fa pochi americani avevano sentito parlare, rimane la causa della più grossa epidemia legata all’uso di droghe nella storia del Paese. Una tragedia che ha rovinato famiglie, spaccato intere comunità, ridisegnato il volto urbano di città che si sono viste invase da migliaia di zombie instabili sulle gambe. Immagini che sono diventate il simbolo del dolore dell’America, del suo fallimento sociale, usate politicamente dai repubblicani per sottolineare il malgoverno delle città a guida democratica come San Francisco o Los Angeles, dimenticandosi una tragedia che è invece nazionale e che ha colpito i centri urbani tanto quanto le aree rurali.

Oppioide sintetico circa 50 volte più potente dell’eroina, economico da produrre, facile da contrabbandare e talmente potente che una dose grande quanto pochi granelli di sale può risultare letale, il Fentanyl inizia la sua scalata nella società americana sull’onda di un’altra crisi, quella degli oppiacei prescritti legalmente, antidolorifici potenti come l’Oxycontin, responsabile a sua volta di un’epidemia che va in scena per decenni e che rende milioni di americani dipendenti. Fino al 2013 quando sul mercato arriva la sua versione illegale, ma anche incredibilmente più economica. Dapprima miscelato con eroina, poi con cocaina e metanfetamina e, infine, compresso in pillole contraffatte dall’aspetto identico a quello di farmaci regolarmente prescritti, il Fentanyl diventa la droga per eccellenza, usata da tossicodipendenti incalliti, ma anche da professionisti e giovani, da donne e uomini, attraversando le classi sociali e quelle anagrafiche.

A caccia del Fentanyl, la droga che rende zombie

Basta guardare ai dati: tra il 2019 e il 2022 negli Usa i decessi riconducibili a oppioidi sintetici raddoppiano, con un incremento più marcato tra il 2019 e il 2020 in concomitanza con la pandemia di COVID-19 e la diffusa contaminazione da Fentanyl delle sostanze stupefacenti in circolazione, tra cui la cocaina. Fino ad arrivare al picco del 2022: 107.941 decessi totali per overdose in un solo anno, un tasso corretto per età di 32,6 morti ogni 100.000 abitanti, un dato che, secondo le statistiche federali, rende l’overdose da stupefacenti una delle principali cause di morte tra gli adulti statunitensi. Una tragedia nazionale di cui il Fentanyl ne è il motore, grazie anche alla sua natura duplice: prodotto per lo più in laboratori clandestini in Cina e introdotto di contrabbando negli Usa attraverso il confine meridionale, viene sempre più spesso trasformato in compresse realizzate in modo da sembrare legittimi oppioidi soggetti a prescrizione medica.

Mancando qualsiasi controllo qualità, queste pillole contraffatte contengono spesso dosi letali: a un consumatore può capitare di acquistare al mercato nero una compressa che pensa sia di Percocet o Xanax senza sapere che in realtà contiene Fentanyl, esattamente come accade a Rue (interpretata da Zendaya), la protagonista di Euphoria, la serie che più di ogni altra ha raccontato l’emergenza, scritta e diretta da Sam Levinson (figlio del regista Barry), anche lui con un passato di dipendenza.

Passato con sostegno bipartisan, nel luglio 2025 il Congresso ha promulgato l’HALT Fentanyl Act, una legge che classifica in modo permanente tutte le sostanze correlate al Fentanyl nella Tabella I del Controlled Substances Act, eliminando le lacune giuridiche sfruttate dai trafficanti che ne alterano chimicamente le varianti per eludere la legge. Anche le tariffe imposte da Donald Trump a Cina e il Messico andavano in quella direzione, una sorta di punizione ai Paesi direttamente coinvolti nella produzione e un incitamento al fine di contrastarne l’esportazione.

Nonostante queste misure, è difficile individuare una sola ragione vincente per il recente calo dei morti: alcuni parlano di un effetto plateau nella distribuzione, alcuni della diminuzione della purezza e della potenza attribuito al giro di vite attuato dal governo cinese contro i gruppi e le aziende che trafficano i precursori chimici utilizzati per produrlo. Alcuni del ruolo del Naloxone, un farmaco in grado di contrastare gli effetti degli oppioidi ormai in dotazione a tutte le forze di polizia e in tutti gli ospedali. Tutto serve, ma tutto è figlio di una sola certezza: la battaglia contro il Fentanyl al momento sembra vittoriosa, ma la guerra è ancora lunga da sostenere e sul campo di battaglia i corpi degli innocenti sono ancora troppi.

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