Anna: “Mi ferisce se certe mamme criticano le parolacce nelle mie canzoni”

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Million Dollar Babe di nome e di fatto: ANNA è senza dubbio la rapper N°1 del nostro Paese forte di numeri da capogiro e una vitalità social che fa impressione. Ad accompagnare il nuovo album c’è il singolo White Girl Wasted che, manco a dirlo, è già entrato nella Top 10 e ed è tra i brani più trasmessi dalle radio italiane. Il lavoro si è sviluppato nell’arco di due anni tra Italia, Stati Uniti ed è nato con l’idea di raccontare una nuova fase di un crescita artistica e personale. La copertina del vinile e del cd di “MDB” l’ha firmata sua madre, l’artista Stella Sanvitale: una scelta di cuore. «Mamma è una figura fondamentale. È una grande artista e volevo unire le nostre due arti, diverse ma complementari. Mi ha sempre lasciata libera, non mi ha mai tarpato le ali e non mi ha mai giudicata per i miei testi anche se ci andavo giù pesante. Se oggi sono quella che sono lo devo anche a lei.»

Finora lei non ha sbagliato nulla: record di vendite, sold out ai concerti, dischi di platino. C’è qualcosa che le dà fastidio dell’essere una star?
«È più dispiacere che fastidio. Mi ferisce che certe mamme non siano felici di mandare le loro figlie ai miei concerti perché rappo parolacce, ho testi scurrili e per questo sarei un cattivo esempio. Non sono una delinquente o una pazza, basterebbe venire a un mio live per rendersi conto che il pubblico è tra i più divertenti ed educati che ci siano in Italia; l’atmosfera che si respira è di felicità»

Da almeno due anni il suo nome viene associato al festival di Sanremo. Pare che per il ’27 De Martino la voglia a ogni costo.
«Siamo a luglio e per ora non me la sento. Credo che una parte del pubblico mi percepisca ancora in modo diverso da quella che sono davvero. Mi piacerebbe che passasse di più il messaggio positivo che c’è dentro la mia musica e la gente mi accolga a prescindere da un passaggio al festival. Credo che Million Dollar Babe sia il disco giusto e vedremo gli sviluppi».

Non sente l’ansia da prestazione?
«Le aspettative più grandi me le metto da sola. Il mio vero avversario sono io. Però vivo tutto con serenità: alla fine è musica e deve rimanere qualcosa di divertente. Ansia? Anche no».

Ha costruito una carriera piena di collaborazioni importanti. Oggi cosa cerca in un featuring?
«Innanzitutto se chiamo un collega ci deve essere sempre stima reciproca ma la prego, amo l’effetto sorpresa e per questo le chiedo di non pubblicare i nomi dei feat di “MDB”. Mi piace che chi ascolta non sappia cosa aspettarsi».

Cosa pensa del pop italiano di oggi?
«Secondo me ha bisogno di essere rinfrescato. A volte sento le stesse parole uscire da bocche diverse. Non voglio puntare il dito contro nessuno, ma credo che servano artisti che dicano davvero quello che pensano. Chi fa questo lavoro non dovrebbero farsi mettere le parole in bocca dagli autori che di questi tempi sono sempre quei tre o quattro. Per esperienza personale, consegnare un disco scritto in proprio non ha prezzo».

Che idea si è fatta invece del mondo che la circonda? E poi, viste le recenti polemiche a proposito di certe frasi di De Gregori, un artista dovrebbe o non dovrebbe schierarsi?
«C’è molto marciume nel mondo ma sei tu che decidi dove guardare. Se si sceglie la positività tocca fidarsi del futuro. Non voglio tergiversare, ma penso che noi ragazzi abbiamo bisogno di stare bene e amarci a vicenda. Vogliamo tornare a vivere le cose vere della vita e gli adulti se ne devono rendere conto».

Qual è il messaggio che sente più suo dentro Million Dollar Babe?
«Tutte le ragazze possono diventare una Million Dollar Babe. Basta non lasciarsi chiudere in una scatola dai pregiudizi o dalle idee che gli altri hanno su di te. E questo vale anche per chi comanda nell’industria musicale».

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