Il pubblico ministero Sara Paterno ha chiesto la condanna a 10 anni di reclusione per Franco Vacchina, il commerciante astigiano di pneumatici accusato di aver improvvisato con la sua Porsche GT3 RS 911 una gara di velocità sull’autostrada A33 Asti-Cuneo che costò la vita a Matilde Baldi. Cinque anni di condanna, invece per Davide Bertello, l’imprenditore torinese che, secondo l’accusa, avrebbe partecipato alla sfida guidando una seconda Porsche, un modello 992. Queste le richieste di fronte al giudice Matteo Bertelli Motta al processo con rito abbreviato a carico dei due uomini finiti alla sbarra per l’incidente avvenuto la sera dell’11 dicembre. Matilde Baldi e la madre Elvia Pia stavano tornando a casa, a Montegrosso, a bordo di una Fiat 500. Alla guida c’era la madre, mentre la giovane, commessa al Caffè Vergnano del centro commerciale Il Borgo e studentessa universitaria, sedeva sul lato passeggero. Entrambe indossavano la cintura di sicurezza.
La Porsche GT3 RS 911 guidata da Vacchina, la sera dell’11 dicembre 2025 
La ricostruzione dello schianto
Secondo la ricostruzione dell’accusa la Fiat 500 procedeva a circa 70 chilometri orari quando fu tamponata dalla Porsche GT3 RS 911 guidata da Vacchina, che viaggiava a oltre 200 chilometri orari. Dietro di lui la Porsche 992 condotta da Bertello, non coinvolta direttamente nell’urto. I due automobilisti, stando elle imputazioni, stavano gareggiando, percorrendo il tratto di autostrada che porta ad Alba. Vacchina, difeso dall’avvocato Ferruccio Rattazzi, risponde di omicidio stradale, mentre Bertello, assistito dall’avvocato Michele Galasso, è imputato per omissione di soccorso. Bertello, subito dopo lo schianto si è fermato per pochi istanti a lato della carreggiata ed è ripartito. L’imprenditore, che ha sempre sostenuto di on aver partecipato a nessuna gara, si è sottoposto a un lungo interrogatorio, oggi, ricostruendo le fasi dell’incontro con Vacchina, conosciuto quel giorno, e la fai successivi, che hanno portato all’incidente.
Le parti civili
Matilde Baldi riportò gravissime lesioni alla testa e morì cinque giorni dopo all’ospedale di Alessandria. I familiari acconsentirono alla donazione degli organi. I familiari della giovane si sono costituiti parte civile con l’avvocato Pierpaolo Berardi, affiancato dal consulente tecnico Giuseppe Cresta. Nello schianto la madre di Matilde riportò lesioni gravissime. Si è costituito parte civile anche il fidanzato della ragazza, Francesco Tozaj, assistito dall’avvocato Alberto Bazzano.
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