Raffiche di vento e sabbia, per l’aereo caduto in Perù forse fatale la “paracas”

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Un’avaria al motore, la rottura di un’ala a causa dei forti venti, l’errore umano del pilota nel disperato tentativo di raddrizzare la rotta: sono queste le ipotesi al vaglio degli inquirenti che stanno cercando di ricostruire la dinamica dell’incidente aereo in cui hanno perso la vita sette turisti italiani in volo sulle leggendarie linee di Nazca, nel sud del Perù. Il ministro del commercio e turismo peruviano Roger Flores è arrivato ieri pomeriggio sul posto e ha spiegato ai cronisti locali che la commissione di indagine sui disastri aerei sta lavorando per ricostruire la dinamica dell’incidente, ma che si tratta di un lavoro particolarmente complicato a causa dall’assenza della scatola nera che non è in dotazione obbligatoria su questo tipo di velivoli. «I nostri esperti stanno valutando la traiettoria del velivolo e stanno cercando le prove meccaniche del motore, confrontando tutte le informazioni con le registrazioni avute con la torre di controllo. L’aereo aveva tutti i permessi in regola, ma sappiamo che il pilota ha denunciato un incidente in pieno volo, adesso dobbiamo capire cosa è successo.

Come governo stiamo prestando tutta la collaborazione del caso al personale diplomatico dei Paesi coinvolti nella tragedia, Italia, Germania e Spagna». Il capo della polizia locale Raul Roque Palomino è stato il primo ufficiale ad arrivare nella zona sabato pomeriggio per coordinare l’estrazione dei corpi dei passeggeri e dei due piloti del Cessna 200B Gran Gran Caravan della compagnia Aerodiana, specializzata in questo tipo di voli turistici. L’aereo era partito dall’aeroporto di Pisco alle 12. 10 di sabato e stava sorvolando la regione desertica mondialmente famosa per i giganteschi disegni risalenti alla cultura dei Nazca, popolo dell’antico Perù che ha vissuto tra il 100 e il 500 Dc.

L’allerta è stata dato dal pilota dopo 51 minuti di volo ma alla torre di controllo del vicino aeroporto di Nazca non sono stati in grado di decifrare il messaggio lanciato dal capitano. Dopo poco più di un minuto la comunicazione è stata interrotta, i resti del velivolo sono stati localizzati dalla colonna di fumo individuata da un altro aereo che stava sorvolando la zona. Il Cessna, con numero di matricola 0B-2001, si è schiantato nella località di Pueblo Viejo, che si trova a solamente otto chilometri dal piccolo aerodromo di Nazca, che serve anch’esso come base per i voli turistici nella regione e a meno di due chilometri dalla strada Panamericana sud. Mancava quindi pochissimo perché il pilota potesse provare un atterraggio di emergenza, ma evidentemente non è stato in grado di tentare tale manovra. Sulla zona da giorni battevano forte raffiche di vento, conosciute come “paracas”, un mix di polvere e sabbia che rende particolarmente difficile volare.

Le operazioni di volo erano state sospese durante la settimana scorsa ed erano riprese solo sabato, per soddisfare la domanda dei turisti che a Pisco stavano aspettando da giorni di compiere la traversata. Venerdì l’aerodromo di Nasca aveva registrato raffiche di 48 chilometri l’ora, sabato erano scese a 40 chilometri, la base non stava operando per precauzione e per questo tutti i voli erano in partenza da Pisco, a 240 km di distanza.

La compagnia Aerodiana ha espresso le sue condoglianze ai familiari delle vittime e si è messa a disposizione degli inquirenti, reporter locali hanno rilevato che pochi mesi fa uno dei loro velivoli era stato costretto ad un atterraggio di emergenza sulla carretera panamericana per un’avaria al motore. Le linee di Nazca sono uno dei misteri più affascinanti delle civiltà precolombiane e rappresentano il secondo sito turistico più visitato del Perù dopo la città incaica di Machu Pichu. I giganteschi disegni nel deserto sono formati da lunghe linee tracciate con una precisione millimetrica, alcuni coincidono con figure riscontrate in altre civiltà antiche in Asia e Africa.

Le linee rette sono lunghe fino a 300 metri, hanno una larghezza di circa 30 centimetri e sono profonde appena 15 centimetri. I pacchetti turistici comprendono un volo di un’ora e mezza circa per filmare e fotografare dall’alto i disegni più famosi come la scimmia, il colibrì, il ragno, il condor. Quello di sabato è solo l’ultima di una lista di incidenti aerei ella regione. Nel 2002 un aereo della compagnia Aereo Santos si è schiantato con all’interno turisti olandesi e cileni; nel 2010 un volo della compagnia Aero Nasca è caduto con a bordo quattro turisti britannici.


La presidente del Perù Keiko Fujimori, che si è insediata solo una settimana fa, ha ipotizzato la chiusura temporanea dell’aeroporto di Pisco proprio per evitare nuovi incidenti, ma ha chiarito che per una decisione del genere si dovranno attendere i risultati dell’inchiesta.

Fino a ieri era ancora possibile prenotare voli turistici con diverse compagnie locali con prezzi variabili dai 300 ai 600 euro a spedizione. Il sito della compagnia Aerodiana, che definisce i suoi aerei sicuri e molto comodi, è offline da due giorni e nessuno risponde ai centralini degli uffici di Lima e di Pisco.

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