Mancini: “Per vincere bisogna prima di tutto divertirsi. Ho convocato i giovani per conoscerli”

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FIRENZE. «Io voglio vincere e per vincere prima di tutto bisogna divertirsi, poi qualcosa in 4 anni porteremo a casa». La filosofia di Roberto Mancini è molto semplice, anche se il secondo atto da commissario tecnico della Nazionale si scontra con le difficoltà del nostro calcio tra italiani poco utilizzati in Serie A, il caso Malagò da risolvere e la necessità di fare risultati per riprendersi in fretta dalla delusione del terzo Mondiale consecutivo visto davanti alla tv. «Voglio dare il massimo per la Nazionale – dice nel suo primo giorno a Coverciano – e parto per fare qualcosa di bello. Quando sono tornato un po’ di emozione l’ho provata vedendo le foto dei trofei, ma quello è il passato… Ora questa è una sfida e anche un capitolo della mia vita. Sono curioso di vedere i ragazzi più giovani all’opera e costruire una squadra che possa dare soddisfazione».

In undici giorni l’Italia giocherà 4 sfide di Nations League: venerdì 25 a Roma con il Belgio, poi il 28 a Bursa in Turchia, il 2 ottobre a Parigi contro la Francia e chiusura il 5 a Bologna per il ritorno con i turchi.Partite che valgono tanto per il ranking e per l’umore. Mancini ha convocato 34 giocatori, sostituendo gli infortunati dell’ultim’ora Cristante e Dimarco con Ricci e Ruggeri, ma soprattutto cerca la chiave giusta per riaccendere il motore azzurro. Per il ct, poi, fare bene è anche l’unico modo per fare pace con quei tifosi che non hanno ancora digerito la fuga dell’agosto 2023 per l’Arabia Saudita. «Quando un tifoso si sente tradito – riflette Mancini -, può arrabbiarsi. Per riconquistarlo bisogna fare le cose per bene e riportare la Nazionale dove merita». I 9 volti nuovi e altri giovani potenziali, ora prestati all’Under 21 che si gioca la qualificazione all’Europeo, sono il primo segnale. «Voglio conoscerli sul campo – spiega – e così costruire una squadra forte per il futuro».

In prima fila ad ascoltare c’è Diana Bianchedi, nuova capo delegazione della Nazionale («Ha fatto la storia dello sport, ha vissuto momenti indimenticabili e ci sarà di aiuto», così la accoglie Mancini), mentre sono assenti il dt Claudio Ranieri (impegnato ad Amatrice per l’inaugurazione della nuova scuola) e Giovanni Malagò, presente ai funerali di Mazzola. Il presidente federale è al centro del caso che può portare al commissariamento della Figc per il mancato tesseramento: un problema in più per il nuovo corso. «Ho parlato con lui – commenta il ct – e il presidente ci ha tranquillizzato. Noi pensiamo al nostro lavoro, a fare bene e vincere la prima con il Belgio che non sarà semplice». E allora testa al debutto di venerdì allo stadio Olimpico di Roma, con il 4-3-3 come modulo di partenza più l’alternativa di un attacco con due centravanti. «Abbiamo tante soluzioni e i giovani porteranno spensieratezza», garantisce Mancini che ha avuto un pensiero anche per Sandro Mazzola: «Era un mito, mi unisco al cordoglio».


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