Ridurre le imposte sul reddito per il ceto medio resta una priorità del governo. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, rispondendo al question time alla Camera e confermando che la revisione degli scaglioni Irpef è tra gli obiettivi dell’esecutivo.
“Più volte il governo ha ribadito le priorità per quanto riguarda la prosecuzione del percorso di riduzione delle imposte sul reddito per il ceto medio”, ha dichiarato il ministro.
Le decisioni, ha spiegato, dovranno essere ricondotte a una sintesi complessiva dopo l’aggiornamento del quadro di finanza pubblica. “All’inizio del prossimo mese di ottobre si saranno chiarite le intenzioni, le strategie e le politiche di intervento del governo”, ha aggiunto.
Bollo auto, il governo punta a rendere strutturale l’esenzione
Giorgetti ha poi ribadito l’intenzione del governo di rendere strutturale l’eliminazione del bollo auto “nella forma prevista”. Non si tratterebbe, tuttavia, di un’abolizione generalizzata. L’esenzione resterebbe legata a specifiche categorie di veicoli e a determinati requisiti, configurandosi come “una misura a sostegno soprattutto dei redditi medio-bassi”, ha precisato. Il mancato gettito per le Regioni, quantificato in 2,3 miliardi di euro, «dovrà essere rimpiazzato», ha aggiunto Giorgetti.
Istat, Giorgetti: “Siamo in linea con il programma”
Sulle misure fiscali attese nella prossima legge di bilancio, il ministro ha confermato l’impegno del governo a rivedere l’aliquota Irpef del 43%. Quanto ai dati Istat, che ieri hanno confermato per il 2025 un deficit al 3,1% del Pil, Giorgetti ha detto di averne “preso atto”, respingendo l’idea di un fallimento dell’esecutivo.
“Abbiamo fallito? Noi siamo esattamente in linea con il preventivato, che il Parlamento ha peraltro approvato, cioè con l’uscita dalla procedura di infrazione che dovrà avvenire l’anno prossimo”, ha dichiarato. Secondo il ministro, un’eventuale uscita anticipata dalla procedura europea avrebbe rappresentato un risultato positivo non soltanto per il governo, ma per l’intero Paese. “Se fossimo usciti anticipatamente dalla procedura di infrazione europea, non solo avremmo rispettato i risultati, avremmo fatto un servizio alla Repubblica italiana, non al governo”, ha aggiunto.
Sul fronte della crescita, Giorgetti ha ricordato che l’esecutivo aveva stimato un aumento del Pil dello 0,6% nel 2025. “Oggi l’Ocse riconosce e aggiorna tra lo 0,5% e lo 0,9% le previsioni e naturalmente questo non ci pone in coda in Europa”, ha sostenuto, osservando che altri Paesi affrontano condizioni più difficili “in un contesto internazionale assolutamente sfavorevole”.
Extraprofitti, confronto all’Ecofin di ottobre
Il governo, ha infine detto Giorgetti, si è mosso per primo in sede europea per chiedere la clausola di deroga sull’energia, che è stata concessa. Nei prossimi giorni, ha spiegato, si discuterà di come utilizzarla.
Quanto ai cosiddetti extraprofitti, il ministro ha definito il termine un concetto “dal dubbio confine”, ricordando che in passato si è già intervenuti con contributi straordinari. L’obiettivo dell’Italia, ha aggiunto, è costruire un quadro giuridico europeo per affrontare la questione.
Una prima discussione si è svolta all’Ecofin di Dublino della scorsa settimana. Il confronto, ha spiegato Giorgetti, ha evidenziato la necessità di approfondire il tema e di riprenderlo all’Ecofin di inizio ottobre a Bruxelles. “Registro che altri Paesi, che inizialmente si erano opposti, si stanno in qualche modo accodando, rendendosi conto della situazione eccezionale”, ha concluso.
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