La bodycam della Metropolitan Police mostra l’arresto di Zafer Dogan, 32 anni: l’uomo tenta di fuggire e di disfarsi del telefono, nel quale gli investigatori troveranno circa 1.800 immagini pedopornografiche. Dogan aveva inoltre fotografato di nascosto donne e bambini, spesso dalla finestra della sua abitazione affacciata su un parco giochi, raccogliendo oltre 5 mila scatti e utilizzando l’intelligenza artificiale per trasformarne alcuni in immagini sessualmente esplicite. Dopo essersi dichiarato colpevole, era stato rimandato proprio in quella casa in libertà su cauzione, nonostante la polizia e l’accusa si fossero opposte per tre volte: una delle famiglie coinvolte, terrorizzata dalla sua presenza, era stata costretta a trasferirsi in un alloggio temporaneo. Dogan è stato infine condannato a due anni e quattro mesi; il caso ha spinto il capo di Scotland Yard Mark Rowley ad attaccare pubblicamente le decisioni dei giudici e la commissaria londinese per le vittime Andrea Simon a chiedere una revisione del coordinamento tra tribunali, polizia e procura. Il ministero della Giustizia ha ricordato che le decisioni sulla cauzione spettano alla magistratura indipendente.
Metropolitan Police
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