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“La famiglia Panini” simbolo di speranza

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La tv finestra sul mondo. E il mondo che si riconosce (a volte fin troppo bene) nella finzione. Ieri questo gioco di specchi tra tv e realtà è andata in scena tra le vie d’Italia e all’Auditorium Parco della musica di Roma. In strada c’erano i ragazzi che rivendicavano un futuro migliore, nella Capitale l’anteprima alla Festa del cinema di Roma di una fiction che celebra proprio la voglia di futuro: La famiglia Panini. La serie, che vedremo a novembre su Rai 1, RaiPlay e prossimamente pure su Disney +, nasce come l’adattamento del libro L’album dei sogni di Luigi Garlando, dedicato alla genesi del celebre album di figurine dei calciatori, per poi diventare anche molto altro: la storia di un femminile che decide di non restare in panchina, di una fratellanza che nell’unità diventa speranza e costruzione, e non ultimo «la biografia del nostro Paese», come spiega la sceneggiatrice Monica Zappelli.

Ambientata negli anni della Seconda Guerra Mondiale, La famiglia Panini ha per protagonista una vedova (Serena Rossi) con i suoi otto figli: davanti a loro hanno un futuro completamente da rifondare, per non dire negato. Mangiano patate a pranzo e a cena, dormono in nove in una casa da quattro, stringendosi nei letti. Eppure non rinunciano ai propri sogni, anzi se li vanno a prendere cominciando da un’edicola: «è un acquisto singolare perché è chiaro che in piena Guerra Mondiale non ci sono giornali da vendere», spiega la produttrice di Indigo, Francesca Cima. «Ma i Panini si dicono: i giornali arriveranno». Riescono a guardare oltre i problemi: uno sguardo insegnato dal padre (Edoardo Pesce) ma tenuto vivo dalla madre. «Olga è una roccia: il porto sicuro che tiene insieme la famiglia», aggiunge la protagonista Serena Rossi. «Come molte donne di quell’epoca, si è ritrovata sola, senza il marito, mentre divampava la Guerra, con ben otto bocche da sfamare. E cos’ha fatto? Lei, così come tutte le altre donne di quegli anni, si sono rimboccate le maniche e hanno contribuito alla ricostruzione di questo Paese». Ripercorrere le vicissitudini della famiglia Panini vuol dire ricostruire la vita del nostro Paese, con i suoi anni bui e i suoi riscatti: un viaggio che diventa particolarmente attuale, a maggior ragione in una giornata come ieri, all’insegna delle proteste di piazza.

«Sognare non vuol dire evadere ma assumersi dei rischi», continua Serena Rossi, «penso al mio Sud che in questi giorni sta urlando disperatamente e penso ai ragazzi disillusi che gridano la loro disperazione: mi auguro che questa serie possa essere uno spunto per riaccendere la speranza e infondere negli spettatori una nuova energia vitale». La situazione di quell’epoca non era certo migliore della nostra: divampava la guerra eppure si continuavano a fare figli persino sotto le bombe, e a credere nella pace, a desiderare nuovi orizzonti. Uno slancio che secondo Rossi non deve andare perso: a chi le chiede se oggi ci sia ancora un futuro da rivendicare, spiega che «un futuro c’è, ci deve essere, ma deve nascere dall’ascolto. La violenza non è mai la strada giusta, mentre l’ascolto sì: la voce di chi protesta non va ignorata perché è inaccettabile quanto sta accadendo».

Alla presentazione alla Festa del cinema si è presentata anche la famiglia Panini al gran completo. «Sono arrivati dall’Emilia Romagna in 70», sottolinea con piglio divertito la direttrice di Rai Fiction Maria Pia Ammirati. «Loro incarnano la follia artistica che è tipica di noi italiani e che distingue la nostra creatività, in tutto il mondo». Nella serie, gli otto figli sono interpretati da Simone Liberati (Giuseppe Panini, detto anche il Vecio), Federico Cesari (Umberto Panini, esperto di meccanica), Benedetta Cimatti (la primogenita Veronica), Luca di Sessa (Benito Panini, il più ombroso dei fratelli), Irene Girotti (la severa Norma), Beatrice Lotti (la sorella di mezzo Maria Luisa Panini), Cosima Centurioni (la più piccola delle sorelle, Edda) e Samuele Teneggi (l’ultimogenito Franco Panini).

«A metterle in fila, una dopo l’altra, le figurine Panini coprono una distanza all’incirca di 380 mila chilometri: la distanza che intercorre tra la Terra e la Luna», svela la regista Letizia Lamartire. L’impressione però è che la Famiglia Panini sia volata addirittura più lontano…

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