Il Cdr de La Stampa esprime profonda preoccupazione per i messaggi diffusi sui social che incitano all’odio nei confronti delle giornaliste e dei giornalisti che hanno raccontato le manifestazioni che, nella giornata di sabato, hanno coinvolto numerose piazze italiane.
Ogni giorno ci impegniamo a raccontare i fatti, dando spazio ai molteplici punti di vista e garantendo ai nostri lettori un’informazione pluralista, senza sottrarci mai al confronto.
Sono del tutto inaccettabili i messaggi in cui ci si augura che si ripeta quanto accaduto meno di un anno fa, quando la nostra redazione è stata invasa e messa a soqquadro. Parole ancora più gravi quando vengono accompagnate dalla diffusione dei nomi e dei cognomi di colleghi, esponendoli a possibili rischi per la loro incolumità per il solo fatto di svolgere il proprio lavoro.
Allo stesso tempo, esprimiamo sconcerto per quanto accaduto oggi a Milano durante il congresso della Lega, dove ai giornalisti, definiti «servi» e accusati di poter «inquinare» i lavori, è stato impedito l’accesso alla platea. Nel corso del suo intervento, inoltre, il vicepremier Matteo Salvini ha attaccato in più occasioni i colleghi di Repubblica e del Corriere della Sera, ai quali va la nostra piena solidarietà.
Riteniamo che chi ricopre un ruolo di responsabilità nelle istituzioni debba rispettare e tutelare il diritto a un’informazione libera e indipendente, anziché contribuire a delegittimarla.
Il Cdr
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