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Il lungo affair Putin-Musk: “È geniale, noi in stretto contatto con i partner americani e con lui”

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“Elon Musk è una persona davvero geniale nel settore industriale, ha più di cinquemila apparecchi in orbita. Siamo in stretto contatto con i nostri partner americani, tra cui il signor Musk”. Chi parla così, ammettendo in maniera straordinaria uno “stretto contatto”, anche diretto, con il capo di Space X, non è uno scoopista di un giornale americano ma è nientemeno che Vladimir Putin, il presidente della Russia. In un padiglione tecnologico del Gostiny Dvor, a due passi dal Cremlino, Putin passeggia tra gli stand del vertice Russia-Africa. Il ministro dello sviluppo digitale, Maksut Shadayev, gli presenta Rassvet, quella che dovrebbe essere la risposta russa a Starlink (ovviamente siamo ancora parecchio lontani). Shadayev spiega che la Russia ha lanciato più di 30 satelliti, contro i più di 5mila Starlink operativi (in realtà, secondo fonti indipendenti, a metà 2026 SpaceX ha circa 10.400 satelliti Starlink attivi in orbita). E Putin parla della guerra per lo spazio, e di quanto siano importanti questi contatti con gli americani e con Musk. Lo nomina esplicitamente: “È importante – dice il dittatore russo – mantenere disciplina e ordine in orbita. Noi e i nostri partner americani attribuiamo grande valore a questo, e nonostante le questioni politiche, lavoriamo a stretto contatto in questo settore”.

Per anni Elon Musk ha negato di avere “stretto contatto” con Vladimir Putin. Sosteneva di avergli parlato una sola volta, nel 2021, e solo di questioni spaziali. Poi sono arrivate le rivelazioni dei servizi occidentali, le ricostruzioni giornalistiche, le smentite. Nell’ottobre 2024 il Wall Street Journalscrisse che Musk era in contatto regolare con Putin da due anni. Putin gli avrebbe chiesto di non attivare Starlink su Taiwan, come favore a Xi Jinping. Una finte informata sul dossier confermò ad AP che i contatti telefonici c’erano stati. Il Cremlino negò. Peskov parlò di informazione “assolutamente falsa”: ci fu una sola telefonata, prima del 2022, di carattere introduttivo, disse Peskov. Musk ha sempre detto di aver parlato con Putin una volta sola, nell’aprile 2021. Lo stesso articolo riportava anche il parere di una fonte secondo cui non c’erano prove che quei contatti fossero un problema di sicurezza per gli Stati Uniti. E allora: o mentiva il portavoce del Cremlino allora, o mente il dittatore del Cremlino adesso. Tertium non datur.

Perché la questione della presunta storia d’amore Putin-Musk è così importante? Per diversi motivi che si possono riassumere qui. Nel settembre 2023 Putin definì Musk “una persona straordinaria”, pochi giorni dopo che Musk aveva ammesso di aver bloccato Starlink durante la tentata controffensiva ucraina in Crimea. Nell’aprile 2025 lo paragonò addirittura a Sergej Korolëv, il padre del programma spaziale sovietico. Ma mai aveva parlato di “stretti contatti”, menzionando proprio Musk. L’unico ammesso era dell’aprile 2021. Poi però le cose erano cambiate. Musk nel 2022 aveva messo a disposizione di Kyiv i terminali Starlink, garantendo comunicazioni fondamentali all’esercito ucraino. Le stesse che adesso, in un incredibile tira e molla con la Casa Bianca, sta rallentando, spegnendo, riaccendendo, in Ucraina. In questo modo, attraverso SpaceX, è diventato uno degli attori privati più importanti della guerra. E proprio questo potrebbe finire anche sotto il minacciato scrutinio del Congresso, se i democratici vincessero due camere alle elezioni di midterm. Ha diritto, un privato citadino, di prendere decisioni sulla sicurezza nazionale americana?

Nell’autunno 2022, però, Musk aveva anche pubblicato su twitter una “proposta di pace” che prevedeva il riconoscimento della Crimea come territorio russo, la neutralità ucraina e nuove consultazioni nei territori occupati: insomma, quasi testualmente, le stesse richieste di Vladimir Putin. Il politologo Ian Bremmer raccontò che Musk stesso gli aveva confidato di aver parlato direttamente con Putin, il quale aveva minacciato una possibile escalation nucleare in caso di riconquista ucraina della Crimea. Musk negò categoricamente, disse di non aver parlato con Putin da oltre un anno, e di non fidarsi di Bremmer. Nel 2025 l’inviato russo Kirill Dmitriev, amico di famiglia di Putin, manifestò pubblicamente l’interesse di Mosca a collaborare con Musk nella corsa verso Marte.

Di che tipo è, oggi, questo rapporto e questo “stretto contatto” di Putin “anche con il signor Musk”, e soprattutto, da dove deriva? Secondo “Meduza”, collettivo indipendente russo che conosce molto bene le modalità di azione del Cremlino, c’è alla base come sempre un mix di affari e paura: un post di Musk a ottobre ha suggerito che le limitazioni all’uso di Starlink per le forze armate ucraine siano legate al timore che la Russia abbatta i satelliti dell’azienda. Musk stava rispondendo a un post sulla capacità russa di distruggere satelliti in orbita, e avvertì che un attacco ai satelliti Starlink innescherebbe un effetto domino di detriti. Parlava in generale. O forse no.

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