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Morto dopo l’inseguimento, perizia smentisce la polizia: non può essersi buttato dal camion in corsa

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Davide Suvilla, 43 anni residente nel milanese, era morto il 27 aprile dopo un inseguimento con la polizia sulla statale 26 a Chatillon. Gli agenti avevano detto che l’uomo si era buttato giù dal camion in corsa, il mezzo da cava che aveva rubato poco prima in un cantiere, per sfuggire all’arresto. Da subito, questa versione non aveva convinto. I cinque poliziotti della squadra mobile sono stati indagati per omicidio stradale. Ora, a confermare che la versione data stride con quello che è realmente accaduto c’è anche la perizia del consulente tecnico della procura. Dalle prime anticipazioni, l’ingegnere Simone Cipriani scrive «che l’uomo non può essersi buttato dal mezzo mentre procedeva a marcia in avanti».

La ricostruzione dell’incidente

L’incidente era avvenuto la sera del 27 aprile, Suvilla, assieme a due complici che sono poi stati fermati e arrestati, aveva rubato un mezzo da cava. L’uomo era al volante del camion, mentre i complici erano fuggiti in auto. La polizia lo aveva inseguito per chilometri, poi a Chatillon l’incidente. Secondo gli atti redatti dai cinque poliziotti, l’uomo si sarebbe buttato giù dal camion in movimento e a quel punto sarebbe stato investito da una delle due auto degli agenti che lo stavano inseguendo. La versione da subito non aveva convinto, infatti, il mezzo era stato trovato con la retromarcia inserita e il corpo a 15 metri di distanza dal mezzo. Da qui la richiesta di una consulenza tecnica.

I risultati della perizia

Dai primi accertamenti, risulta che il camion è dotato di cambio manuale e che la retromarcia può essere inserita a motore spento spostando la leva e questa rimane bloccata. Operazione che non può avvenire con il mezzo acceso, in quanto la leva non permetterebbe al cambio di rimanere sulla retromarcia.

Per cui, secondo il consulente non è possibile che la vittima si sia buttata giù dal camion mentre questo era in movimento, per fuggire all’arresto, così come scritto negli atti dai cinque poliziotti. Nelle prossime settimane, verrà depositata tutta la consulenza.

Consulenza del medico legale

Si attende anche una seconda consulenza medico legale, di Roberto Testi, su di una ferita, a forma circolare, ritrovata sul fianco della vittima. I cinque poliziotti per il momento sono indagati per omicidio stradale, ma la loro posizione potrebbe aggravarsi.

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