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Prove libere in Messico: Leclerc fa il miglior tempo davanti ad Antonelli (guarito dall’influenza)

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Non solo Kimi Antonelli è tornato nel paddock, risolta l’influenza virale che ne ha tormentato l’avvicinamento al fine settimana in cui è destinato a entrare nella storia della Formula 1, ma si è piazzato subito dove ormai siamo abituati a vederlo, nelle prime posizioni. La seconda, in questo caso, in una prima sessione di prove libere del Gp di Città del Messico che ha visto protagonista molta Italia. Perché per il momento, esattamente come era accaduto una settimana fa ad Austin, è una Ferrari a dettare il passo, quella di Charles Leclerc, capace di staccare il leader del Mondiale di oltre sei decimi. E poi perché al volante, oltre a Kimi, c’erano altri due connazionali (non accadeva dal Gp di Malesia 2011 con Jarno Trulli, Vitantonio Liuzzi e Davide Valsecchi), più «anziani» di un anno rispetto a lui: Leonardo Fornaroli, alla terza apparizione sulla McLaren – in questo caso quella di Lando Norris – dopo Barcellona e Budapest, e Gabriele Minì, palermitano, all’esordio assoluto in F1 al posto di Franco Colapinto sull’Alpine. Fornaroli, campione F3 nel 2024 e F2 nel 2025, ha sfiorato l’ingaggio in Haas, ma alla fine la scelta del team americano è ricaduta su Rafael Camara, così il piacentino – 17° – nella prossima stagione resterà pilota di riserva papaya e debutterà nel Wec con la nuova Hypercar di Woking. Minì, che in questa stagione è stato in lotta per il titolo di F2, ha chiuso la sua prima ora nella categoria tre posizioni più avanti.

Match-point anche per la Mercedes

Tornando in vetta, per ora sembra prefigurarsi all’orizzonte una sfida tra Ferrari e Mercedes. Frederik Vesti, danese, ha sostituito George Russell sull’altra W17 portandola in terza posizione, ad appena un decimo da Antonelli e un soffio (cinque millesimi) davanti a Lewis Hamilton, che non ha mai amato particolarmente questo circuito sul quale ha vinto due volte (2016 e 2019), festeggiandoci comunque altrettanti Mondiali (2017 e 2018). Più indietro la Red Bull, anche se il quinto tempo di Ayumu Iwasa, il rookie giapponese che ha preso il posto di Max Verstappen, è un buon biglietto da visita, considerando che è stato realizzato con una mescola di svantaggio – pneumatici medi invece che soft – rispetto alla concorrenza. Alle 23 si replica, seconda tappa di un weekend nel quale potrebbero essere assegnati entrambi i Mondiali. A Kimi domenica sera basterà un 9° posto per fare festa, il 10° se Hamilton dovesse vincere il Gp, qualsiasi risultato se né Lewis né Russell si aggiudicheranno la corsa. Anche la Mercedes è arrivata a match-point per il 9° titolo costruttori, dopo gli 8 consecutivi conquistati dal 2014 al 2021: in questo caso il trionfo in Messico è meno probabile, deve guadagnare 39 punti (sui 43 disponibili) sulla Ferrari, che segue in classifica a -133.

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