«Fin da piccola si vedeva che Giulia era un talento». A parlare così è Federica Gatti, tecnico insieme ad Enrico Pozzo di Giulia Perotti, ginnasta della Libertas Vercelli, classe 2009, tornata in città dopo essere stata protagonista ai Mondiali di Rotterdam.
Negli ultimi sette anni Federica è l’ombra di Giulia: l’ha vista passare dalle pedane delle gare zonali ai palcoscenici internazionali, nel gotha della ginnastica iridata. «L’avevo già notata prima di allenarla direttamente – racconta Federica Gatti –. Aveva meno di 10 anni e veniva 2 volte a settimana al centro federale di Milano. Io andavo lì con Thelma Lapalombella, che oggi di Giulia è compagna di squadra in serie A. Spiccava per l’eleganza nei movimenti e la pulizia del lavoro».
Nel 2020 il primo titolo nazionale
Giulia nel 2020 vinse il suo primo titolo nazionale Allieva. «Ma secondo me la gara della svolta è stata quella nel 2022, al 26° Torneo internazionale di Combs La Ville, dove era salita sul gradino più alto del podio. Lei è sempre stata una grande lavoratrice: una professionista, alla ricerca della perfezione. Già da piccola se non le venivano alcuni passaggi dell’esercizio, si arrabbiava e li ripeteva allo sfinimento. E così fa oggi».
«Sempre al servizio delle altre»
Federica conosce bene Giulia: basta uno sguardo per capire che cosa pensa, come sta, qual è il suo stato d’animo. «Negli allenamenti, ma anche in gara, è determinata. È sempre positiva però. È individualista e indipendente, ma sa fare squadra. Si mette sempre al servizio delle altre, anche delle più piccoline». Piccoline che appena Giulia ha messo i piedi in palestra al rientro da Rotterdam, l’hanno sommersa di abbracci.
«Oltre i propri limiti»
Giulia brilla nel concorso generale, emoziona alle parallele, ma il suo attrezzo preferito è la trave: «Anche se è quello che a livello emotivo oggi la frena un po’: in allenamento sperimenta, prova e riprova. A questi Mondiali ha dimostrato grande carattere, è andata oltre i suoi limiti. Aveva una forte contrattura, ma ha gareggiato. Sta imparando a capire che non si può sempre essere al 100% in gara, ma che le competizioni, anche se non si è al top, si possono e devono affrontare ugualmente».
Da apina a farfalla
Giulia fuori dalla pedana è «solare, sempre pronta a ridere, di compagnia. Poi ama fare shopping e i profumi. Le sue valige pesano 100 kg: ci mette ogni cosa dentro. Adora i body: fin da piccola, li ha sempre voluti colorati e pieni di strass. È una ragazza con la testa sulle spalle, legata alla sua famiglia, che sa conciliare, con ottimi voti, scuola e ginnastica». Giulia ha tanti pregi, ma anche un difetto: «Che in campo gara dimentica sempre qualcosa. Ai Mondiali junior di Antalya, nel 2023, stavamo scendendo dal pullman per andare in aeroporto: avevo appena detto “mi raccomando, prendete tutto”. Fatti due passi, Giulia mi dice: “Fede, ho dimenticato sul pullman il telefonino”. Mi sono fiondata di corsa, ad inseguire il mezzo. Sono riuscita a fermarlo e a recuperare lo smartphone. Questa è Giulia. Che da “apina”, come la chiamavano da piccola, sta diventando una splendida “farfalla”»
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