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Al Burger King di Torino colpo da 38 mila euro, ma i ladri commettono due errori fatali: arrestati

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Avevano saputo che nella cassaforte del Burger King di via Pietro Micca 9, spesso, c’erano parecchi soldi: migliaia di euro in contanti. Così quattro amici hanno deciso che valeva la pena organizzare un colpo e rubare il forziere. Era il 3 giugno 2025 e la razzia andò a buon fine. Bottino: oltre 38mila euro.

I nomi di battesimo e le impronte digitali

Peccato che i componenti della banda, durante il raid notturno, proprio mentre stavano smurando la cassaforte, si siano chiamati con i loro nomi di battesimo: «Rudi», «Cri» e «Marcello». Non sapevano, infatti, che le telecamere interne di sorveglianza, oltre a filmare, registravano anche i rumori. A un certo punto, inoltre, i ladri si sono persino tolti i guanti che indossavano, lasciando alcune impronte. Errori imperdonabili.

Oltre un anno di indagini

Così, dopo oltre un anno di indagini, i carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia San Carlo sono riusciti a risalire alla banda che aveva messo a segno il furto. Su ordine della gip Emanuela Saccone sono stati arrestati il 39enne Rudy Rizzolo, che si trova già detenuto nel carcere di Firenze per altri reati, il 46enne Cristian Pace e il 49enne Marcello Maida. Tutti torinesi, con diversi precedenti penali. Per gli ultimi due è scattato il provvedimento degli arresti domiciliari.

Il quarto della banda

È stato inoltre indagato il quarto componente della banda, che al momento si trova detenuto in un penitenziario di Malta per altri furti.

Le indagini dei carabinieri, coordinati dalla pm Virginie Tedeschi, devono ancora chiarire alcuni punti tutt’altro che secondari. Perché, come risulta dalle riprese video, gli addetti della ditta di pulizie che lavoravano anche per il Burger King, quando uscirono quella sera, non inserirono l’allarme? E perché i ladri, come si vede sempre dalle immagini, riuscirono ad aprire una porta secondaria utilizzando delle chiavi, per poi inserire un codice e disattivare l’antifurto? Come facevano ad avere le chiavi e a conoscere la combinazione numerica?

Nessuna segnalazione alla banca

Non solo. Uno dei dirigenti del punto vendita fece notare ai militari che la cassaforte era dotata di un sistema di comunicazione, tramite scheda sim, con la centrale di controllo della banca e che il manager del ristorante non aveva ricevuto alcuna segnalazione. Un particolare decisamente strano.

Fatto sta che, dopo un sopralluogo intorno all’una di notte, i quattro entrarono in azione poco più di un’ora dopo. Con un palanchino e una mazzetta da muratore smurarono il forziere, del peso di circa 140 chili, lo caricarono su una Panda e sparirono nella notte.

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