Home Business Hamilton-Leclerc, resa dei conti in Ferrari: quando l’unico rivale è il compagno

Hamilton-Leclerc, resa dei conti in Ferrari: quando l’unico rivale è il compagno

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SAN PAOLO. Rossi di rabbia, forse anche un po’ di vergogna, furie rosse. Tra titoli e giochi di parole la Ferrari arriva in Brasile accompagnata dai rimpianti, d’altra parte a Città del Messico ha sprecato un’altra occasione, regalato una possibile vittoria, addirittura dopo la prima curva una probabile doppietta. Non proprio risultati che a Maranello si vedono tutti i giorni – l’ultima risale ad Austin, due anni fa -, il che almeno avrebbe autorizzato la generosità. Max Verstappen ha ringraziato di cuore, mentre quello della Ferrari è gonfio d’altri sentimenti, non proprio amichevoli: dopo una ventina di mesi di convivenza, Lewis Hamilton e Charles Leclerc sono alla resa dei conti. Il sorpasso fuori pista di Charles, punito con i 5” di penalità decisivi per il successo di Verstappen, ha mandato il sangue agli occhi a Lewis: «È dura accettare che il tuo compagno lavori per farti perdere, ogni azione ha conseguenze per la squadra e bisognerebbe capirlo». E ancora: «Non è questione di età, Charles ha 29 anni, ma di mentalità: la sua è o vinco io o non vince nessuno, invece di pensare a fare una doppietta». Leclerc dal canto suo non ha gradito la difesa estrema del compagno: «Nessuno dei due ha fatto la curva, abbiamo staccato troppo tardi. Se posso vincere attacco, lo spazio c’era».

Quella riunione agitata a Città del Messico

Come a Monza sono stati aggressivi entrambi, ma a esagerare è stato Charles. Impunito, secondo Hamilton, il quale dopo il trionfo di Barcellona a metà giugno ha avuto l’impressione di essere boicottato dal team: non solo non è stato imposto al compagno di squadra, che allora era in piena crisi e molto più indietro in classifica, di dargli una mano nell’ipotesi di una lotta mondiale con Kimi Antonelli, ma anche diversi errori di strategia o comunicazione – i pit-stop incomprensibili di Silverston e Budapest, l’«impeding» in qualifica sempre in Ungheria – gli sono costati parecchi punti. «Servono delle regole, vedo che in Mercedes arrivano gli ordini e i piloti li eseguono subito», lo sfogo dopo il Gp d’Italia. Inascoltato, dal suo punto di vista, allora come oggi. Frederic Vasseur, il team principal, ha gestito un debriefing parecchio agitato – Hamilton, che aveva scaraventato a terra il monopattino durante lo stop del Gp per la bandiera rossa, si è presentato quasi senza voce in conferenza stampa – e tirato le orecchie a entrambi: «Buttare via una vittoria in questo modo è difficile da accettare, è stata un’enorme mancanza di rispetto per il marchio, le duemila persone che lavorano per la Ferrari e gli sforzi che stiamo facendo. Ne parleremo».

L’intervento del team principal

Ne parleranno. Ecco, l’impressione è che non basti. Hamilton e Leclerc non si sopportano, è evidente. Lewis l’ha buttata anche sul passato, ricordando baruffe simili: «Quando ero in Mercedes osservavo le battaglie di Charles con Sainz, loro lottavano e gli altri vincevano». Effettivamente lo storico di Leclerc è notevole: in Ferrari è finita a stracci con tutti i compagni, come dimenticare – domenica si corre proprio a Interlagos – il clamoroso scontro con Sebastian Vettel in Brasile nel 2019. Poi le storie tese con Carlos, tra gli highlights Monza 2023 e Las Vegas 2024, una serie di duelli tutto sommato cavallereschi. E adesso Hamilton, del quale Charles da mesi pare il più fiero rivale. Non che Lewis abbia la coscienza troppo pulita, essendo stato protagonista di due delle più clamorose faide nella storia della F1. Da debuttante in McLaren, i veleni con Fernando Alonso che fece di tutto, riuscendoci, pur di fargli perdere il Mondiale 2007 che pareva già vinto. Da pluricampione in Mercedes, la durissima sfida con Nico Rosberg dieci anni fa, vinta dal tedesco che per la fatica si ritirò subito dopo.

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