Home Business I listini tra l’euforia big tech e la realtà

I listini tra l’euforia big tech e la realtà

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Chissà se il risultato delle elezioni di Midterm riuscirà nell’impresa che finora ha visto fallire nell’ordine: i dazi di Trump, l’attacco all’Iran, la chiusura dello Stretto di Hormuz, la corsa dei prezzi di petrolio e gas, l’aumento generalizzato dell’inflazione a livello globale e le previsioni sempre più cupe sulla crescita economica.

Ovvero, se sarà il “trigger”, l’innesco, dell’attesa – e salutare, secondo molti operatori – correzione dei corsi azionari di Wall Street. Corsi azionari che finora hanno ignorato tutti gli eventi elencati sopra per continuare a correre spensierati. Dai minimi dell’anno e malgrado il tracollo di ieri, l’indice Nasdaq composito, che raccoglie i giganti Usa della tecnologia, segna ancora un progresso del 18,6%.

Bastano due lettere

Per spiegare tanta indifferenza delle Borse a quanto successo nel mondo bastano due lettere: Ai. Le aspettative sugli utili delle società che sviluppano modelli di intelligenza artificiale, i mega investimenti in tecnologia che l’Ai ha richiesto finora e richiederà in futuro hanno spinto le valutazioni di Borsa e non solo.

Nei primi due trimestri del 2026, il Pil americano è cresciuto rispettivamente del 2% e dell’1,5% e il contributo degli investimenti sull’Ai è stato stimato dell’1,09% nel primo trimestre e dello 0,79% nel secondo. In entrambi i casi, oltre la metà. Senza i data center, senza i server per processare le richieste degli utenti, senza i chip, la crescita economica Usa sarebbe stata pari all’asfittica e problematica crescita italiana ed europea.

Sulla Borsa di Bruxelles

L’euforia dell’Ai sui listini Usa ha trascinato con sé anche le Borse europee e una correzione, per quanto salutare, porterà con sé anche il Vecchio continente. Prima di preoccuparsi (anche) per questo, gli europei dovrebbero guardare a quanto successo giovedì sulla Borsa di Bruxelles. L’indice Bel20, mentre Wall Street precipitava, ha chiuso sopra i 6000 punti per la prima volta nella sua storia.

Gli ultimi 400 punti li ha aggiunti in ottobre, quando gli indici americani hanno iniziato a mostrare i primi segni di cedimento sulla scia dei dubbi crescenti sulla sostenibilità degli investimenti in Ai. I campioni della Borsa di Bruxelles non hanno niente a che vedere con la tecnologia: sono Lotus Bakeries, che produce biscotti e crackers, e Ab InBev, colosso mondiale della birra. Back to basics, come si dice. Torniamo alle basi.

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