A Roccavione il sindaco sostenuto dal Pd va con Vannacci: l’imbarazzo dem

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Paolo Giraudo, 44 anni, è sindaco da giugno 2024 di Roccavione (2500 abitanti, tra Cuneo e le montagne del turismo di Limone Piemonte). Alle urne ha vinto con una lista civica, senza simboli politici. Ma ora è il primo sindaco della provincia Granda ad aderire a Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci, e in maggioranza ha un consigliere che è anche segretario di zona del Pd.

«Il credo politico non mi preoccupa»

Giraudo era in Forza Italia, lasciata prima di candidarsi. A fine gennaio 2026 il passaggio in Fratelli d’Italia. Poi, a inizio agosto, l’ingresso in Futuro nazionale. Intanto Matteo Giordano, giovane consigliere di maggioranza Pd, da gennaio 2025 è segretario del neonato Circolo «Borgo e Valli». Senza scricchiolii nell’alleanza del paese. Giraudo si stupisce di tanta attenzione: «La mia era e rimane una lista civica, di cui fanno parte persone che hanno a cuore il futuro del paese e il benessere dei suoi abitanti. Nel comporla e nella gestione quotidiana del Comune nessuno è stato o è condizionato da ideologie e appartenenze politiche. Ciò che alcuni vedono come contraddizione, come la presenza in amministrazione di un consigliere Pd, ne è solo una delle conferme». E ancora: «Ho grande stima di tutti i consiglieri e l’ultima cosa che mi impensierisce è il loro credo politico. Forse in un mondo in cui tutto è una buona scusa per fare polemica, non è accettabile che due o più persone con un credo politico diverso vadano d’accordo e si impegnino insieme per il paese, ma il significato di lista civica è questo». «Ho aderito a Futuro nazionale e sono orgoglioso, – ha concluso -. Ma a Roccavione resto il sindaco dei miei cittadini e accetto senza problemi di essere giudicato su fatti e risultati che otteniamo come amministrazione, grazie all’impegno della mia squadra, nessuno escluso».

«Il sindaco spieghi la coerenza delle scelte»

Il coordinatore provinciale Pd, Davide Sannazzaro, puntualizza: «Il segretario Pd di Borgo e Valli è stato eletto a giugno 2024 consigliere di Roccavione in una lista civica, su un programma di paese: politiche sociali, servizi, cura di un territorio di valle. Una lista senza simboli di partito o adesioni ideologiche. Un momento in cui Futuro Nazionale non esisteva nemmeno. A muoversi non è stato Giordano. È stato il sindaco ad aver attraversato tre forze politiche, le ultime due in pochi mesi. Un percorso che parla più il linguaggio dell’opportunità del momento che di una visione coerente. È lui, non il nostro consigliere, a dover spiegare la coerenza delle scelte». E ancora: «Sul piano dei valori, la distanza tra Pd e Futuro nazionale è totale. Ma perché non ci muoviamo per convenienza, non chiediamo a un amministratore di abbandonare gli impegni presi con la sua comunità il giorno in cui, sopra di lui, cambia per la terza volta l’etichetta politica. Giordano resta fedele al programma e continuerà a farlo finché non verranno assunte decisioni contrarie ai suoi principi. È ciò che ci si aspetta da chi intende la politica come servizio. Si giudicano le scelte, non le insegne: la fedeltà a un programma civico e ai propri principi vale più di una tessera cambiata per opportunità».


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