Accademie e Conservatori, i diplomi diventano lauree: nascono i Politecnici delle arti

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Via libera in forma preliminare da parte del consiglio dei ministri al regolamento per le procedure, i tempi e le modalità per la programmazione, lo sviluppo e la valutazione del sistema dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (Afam). La riforma è stata presentata dalla ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e ha come effetto l’equiparazione alle università dell’intero sistema di istruzione che comprende conservatori, accademie di belle arti, accademie di danza e tutto quello che riguarda la formazione artistica.

A partire dal prossimo anno accademico, quindi, chi frequenterà questi istituti, si troverà di fronte a molte novità, dalla valutazione dei risultati, alle modalità di reclutamento dei docenti, alla possibilità di fare ricerca e di dare vita ai Politecnici delle arti attraverso collaborazione tra istituzioni dove si insegnano discipline diverse, all’apertura di sedi e corsi all’estero fino alla modifica del documento finale del percorso accademico. Non si chiamerà più diploma ma laurea. Il cambiamento della dicitura dovrebbe essere definito con l’approvazione del decreto Pa che è prevista nell’ultimo consiglio dei ministri che si terrà prima della pausa estiva.

In realtà l’equipollenza dei titoli, cioè il loro effettivo valore all’interno del sistema europeo delle qualifiche (Eqf), era già riconosciuta dal 2012 ma il regolamento prevede anche molto altro.

«Con il nuovo regolamento portiamo finalmente a compimento il percorso di riforma cominciato oltre 25 anni fa», osserva la ministra Bernini. «Introduciamo per la prima volta in modo organico regole per la programmazione, lo sviluppo e la valutazione dei conservatori, le accademie, gli istituti superiori per le industrie artistiche (Isia)». Per la ministra «si sono create le condizioni per un modello internazionale che l’Italia potrà guidare. Non è solo una promessa mantenuta, sono risorse per una formazione di qualità assoluta».

Con le nuove regole sarà l’Anvur a valutare le strutture Afam, dalla didattica all’apertura internazionale, fino alla sostenibilità finanziaria e alla disponibilità e adeguatezza delle strutture. Viene previsto anche un Fondo unico di finanziamento del sistema Afam, con un sistema di assegnazione delle risorse sulla base dei risultati della valutazione dei prodotti della ricerca. L’accreditamento iniziale e periodico di sedi e corsi di studio, si legge in una nota del Mur, avverrà collegando la qualità dell’offerta formativa, della ricerca e della produzione artistica ai finanziamenti e alle modalità premiali. E questo per garantire una maggiore sostenibilità economica delle istituzioni, una spinta all’internazionalizzazione e una sempre maggiore attenzione ai servizi per gli studenti.

La ricerca e la produzione artistica saranno oggetto di valutazioni periodiche, il regolamento istituisce un’Anagrafe nazionale dei prodotti della ricerca e della produzione Afam secondo un modello analogo a quello del Fondo di finanziamento ordinario delle università, collegando una quota delle risorse ai risultati conseguiti in termini di qualità della programmazione, della didattica, della ricerca e della produzione artistica.

Via libera anche all’istituzione di nuove Afam (statali e non), che potranno anche accreditare nuove sedi decentrate all’estero. Prevista infine la possibilità di fusioni e federazioni tra istituzioni – sia statali che non statali – quelli che vengono definiti dal ministero i Politecnici delle arti, pensati come forme di collaborazione tra istituzioni di ambiti diversi capaci di sviluppare percorsi interdisciplinari e progetti comuni con l’obiettivo di a migliorare l’offerta formativa, razionalizzare le risorse e rafforzare la presenza territoriale.

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