Il Maestro che incontra l’allievo, Antonello Venditti che abbraccia Achille Lauro per lanciare il nuovo singolo Che tesoro che sei (fuori a mezzanotte) ma anche Notte prima degli esami. Il primo live all’Olimpico di Achille Lauro è un regalo a Roma proprio sul finale. «Sono cresciuto con Venditti – racconta Lauro – cantiamo questi due brani non a caso. Da una parte l’artista che ha raccontato Roma per decenni, dall’altra io che, nel mio piccolo, ho cercato di rinnovare l’immaginario della Capitale».

D’altra parte, il rapporto con la città è al centro dell’intero progetto Comuni Immortali, un dialogo costante. Lo Stadio Olimpico stracolmo (60mila persone) trasformato nel set di una grande narrazione con le immagini in bianco e nero di Fontana di Trevi e la cinepresa che indugia su Celeste Dalla Porta (la protagonista di Parthenope di Sorrentino e del video di Incoscienti giovani) circondata da figure eteree, che declama lo spirito dello spettacolo. Un concerto/film diviso in atti: visionario, teatrale e profondamente personale. «Questo è molto più di un traguardo – dice lui -. È il punto di arrivo di una storia iniziata da lontano e raccontata attraverso canzoni che negli anni hanno accompagnato le mie continue metamorfosi artistiche. Qualcuno le ha capite, c’è chi ci ha riso sopra, addirittura c’è stata una campagna per farmi apparire ciò che non ero. Quello che sono, davanti agli occhi di tutti, è qui: sono le canzoni che scrivo; loro creano la magia di quello che sentite dentro di voi. C’è la mia storia personale e quella di miei fan ».
Dopo i frammenti che richiamano Incoscienti giovani e Celeste arrivano le metamorfosi artistiche. Gli esordi, le sperimentazioni e le hit che lo hanno trasformato in un fenomeno popolare, mettendo al centro la continua evoluzione di un percorso creativo. Perdutamente, Cristina, Walk Of Fame, Me Ne frego, Amore Disperato sono la «linea Maginot» di Lauro de Marinis. Da lì in poi è diventato una star. A proposito di Perdutamente, tutti ricordano le immagini del funerale di Achille Barosi, il sedicenne tragicamente scomparso la notte di Capodanno a Crans-Montana quando all’uscita dalla Basilica di Sant’Ambrogio a Milano, la madre del ragazzo, Erica Didone, cantò quella che era la canzone preferita dal figlio. Lauro ne fu estremamente colpito: «La famiglia di quel ragazzo e tanti ragazzi che erano a Crans saranno al concerto di San Siro lunedì. Sarà un momento profondo. Una volta uscite le canzoni non sono più tue ma di chi le vive, le soffre, le interiorizza». Il terzo atto del concerto si appoggia alla maturità, al presente. Ci sono Rolls Royce, Città degli angeli, Domenica ma anche Maleducata, Cadillac fino a Thoiry. Lo stadio si muove come se ballasse con lui.
Si parla di uno speciale tv su Rai1: « Ho letto, ma non c’è nulla di confermato. Intanto, appena dopo San Siro e una data al Red Valley festival ad agosto, mi prendo sei mesi fuori dall’Italia per cercare nuovi sound, costruire un prodotto tv d’autore coinvolgendo le personalità che mi interessano». Da pochi mesi Lauro è direttore creativo di Dondup, marchio con cui collaborava già da tempo e proprio a Milano presenterà la sua prima collezione. «La moda è stata uno strumento fondamentale per raccontare la mia musica – spiega-. Collaboro da anni con grandi marchi e oggi avere la fiducia di un brand per sviluppare liberamente un progetto creativo è straordinario». E il cinema? Si dice che Cinecittà lo brami, lo stuzzichi da anni per averne anche solo un pezzetto, una collaborazione, un cameo. «Le mie grandi passioni oggi sono la musica e la moda. Poi vedremo cosa accadrà ma intanto sto già lavorando al nuovo tour Per sempre noi, previsto nel 2027. «Vedo mamme, figlie e nonne venire insieme ai concerti. È qualcosa che va oltre le mie aspettative».
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