Addio a Guesch Patti, cantante francese dalla personalità inconfondibile che negli anni Ottanta seppe lasciare un segno profondo nella musica europea grazie a ”Étienne”, una delle canzoni più provocatorie, originali e riconoscibili del decennio. E’ morta all’età di 80 anni a Parigi, dopo una lunga malattia, come annunciato dal suo rappresentante Sébastien d’Assigny.
Con lei scompare una figura atipica del panorama musicale francese: cantante, ballerina, attrice e performer capace di attraversare generi e linguaggi artistici senza mai piegarsi completamente alle logiche dell’industria dello spettacolo. Nata come Patricia Porrasse il 16 marzo 1946 a Neuilly-sur-Seine, alle porte di Parigi, Guesch Patti proveniva da una famiglia legata al mondo dello spettacolo. Era figlia dell’impresario e direttore artistico Jean Porrasse e figlioccia del celebre attore Bernard Blier. Il nome d’arte che l’avrebbe resa famosa univa il soprannome con cui era chiamata da bambina, ”Guesch”, a una versione abbreviata del suo nome di battesimo, Patricia. Prima della musica arrivò la danza. Fin da giovanissima mostrò un talento straordinario che la portò, a soli nove anni, a entrare come ”petit rat” all’Opéra di Parigi, una delle scuole più prestigiose del mondo. Lavorò con figure fondamentali della coreografia francese e internazionale come Roland Petit, Carolyn Carlson e Pina Bausch, costruendo una formazione artistica rigorosa e raffinata. Quella disciplina del corpo e del movimento sarebbe rimasta una componente essenziale della sua identità artistica, influenzando profondamente anche le sue future esibizioni musicali.

Negli anni Sessanta tentò per la prima volta la strada della canzone. Accanto al pianista Yves Gilbert, che sposò nel 1964, registrò alcuni dischi che passarono quasi inosservati. Per molto tempo il successo sembrò sfuggirle. Mentre altri artisti della sua generazione conquistavano il pubblico, Patti continuava a cercare una propria dimensione espressiva, dividendosi tra danza, televisione e spettacolo. La svolta arrivò sorprendentemente tardi. Nel 1984 fondò il trio Dacapo, esperienza breve ma significativa che anticipò il suo ritorno sulla scena musicale.
Tre anni dopo, nel 1987, pubblicò da solista ”Étienne”, il brano destinato a cambiare per sempre la sua carriera. Con la sua voce roca, sensuale e immediatamente riconoscibile, e con un testo ricco di allusioni erotiche, ”Étienne” diventò un autentico fenomeno internazionale. La canzone conquistò le classifiche francesi ed europee, superando il milione e mezzo di copie vendute solo in patria e ottenendo il disco d’oro. Anche il videoclip, girato in bianco e nero, contribuì a trasformare il brano in un simbolo della cultura pop degli anni Ottanta. In un’epoca ancora relativamente prudente sul piano della rappresentazione della sessualità, Guesch Patti apparve come una figura libera, provocatoria e anticonformista.
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