Addio a Lia Cigarini, voce storica del femminismo italiano

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È scomparsa a 89 anni Lia Cigarini, figura storica del femminismo italiano. Avvocata, giurista e intellettuale, ha dedicato l’intera vita alla difesa delle donne e dei loro diritti. Nel 1975, insieme ad altre attiviste, ha fondato la Libreria delle donne di Milano, la prima esperienza di questo tipo in Italia.

Protagonista assoluta del movimento femminista – che ha contribuito in modo decisivo a sviluppare – Cigarini è stata anche autrice di numerosi saggi sui diritti delle donne e sull’uguaglianza di genere. In questa direzione si inserisce la stessa Libreria delle donne di Milano, tuttora attiva: non un semplice punto vendita, ma un vero laboratorio culturale e centro di elaborazione politica del femminismo.

A quella prima esperienza milanese, nata nel 1975, ne sono seguite molte altre in tutto il Paese, segno di un’eredità viva e diffusa. «Con la morte di Lia Cigarini perdiamo una delle menti politiche più lucide e argute del femminismo italiano – si legge in una nota della Libreria delle donne -. Perdiamo una grande donna, iniziatrice di imprese femministe, ispiratrice di percorsi, presenza capace di aprire pensiero e indicare passaggi di libertà».

Quello di Cigarini è stato un femminismo profondamente militante e politico. Dopo un’esperienza nella sinistra, nel 1966 entra a far parte di Demau, il primo gruppo italiano composto esclusivamente da donne. In seguito si dedica al progetto della Libreria, dove affianca all’impegno culturale l’attività di avvocata e giurista, mantenendo una presenza costante fino agli ultimi anni. Dalla Libreria ricordano come Cigarini desiderasse uno spazio aperto alla città, «una vetrina aperta sulla strada, una porta aperta per chi si affaccia e per chi entra».

«Io l’ho conosciuta nel Gruppo lavoro, alla fine degli anni Novanta – ricorda Laura Colombo, anche lei della Libreria delle Donne di Milano -. All’inizio la temevo. La sua autorità era grande e grande era l’illuminazione che sapeva dare con le sue parole. In lei c’era una forza di intelligenza che metteva soggezione perché obbligava a pensare meglio, a essere più precise, più vere, più all’altezza di ciò che stavamo facendo. Stare con Lia voleva dire non potersi accontentare. Col tempo l’ho conosciuta più da vicino. Ho fatto con lei un pezzo di strada e negli ultimi anni ho anche potuto starle accanto, sostenerla. Questo rende il dolore di oggi molto concreto, molto fisico, tocca la vita vissuta, i gesti, la vicinanza di una relazione».

L’ultimo saluto a Lia Cigarini si terrà venerdì 24 aprile, alle ore 14.45, presso la Libreria delle Donne di Milano, in via Pietro Calvi.

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