Aerei contro grattacieli, campi rifugiati finti: Google ritira la generazione di immagini con l’AI

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Una nuova funzione di Google Earth consentiva di generare immagini con l’intelligenza artificiale direttamente sulle mappe e sulle viste satellitari del pianeta. Presentata giovedì scorso, è stata cancellata dopo appena ventiquattro ore: gli utenti hanno iniziato quasi subito a usarla per creare scene false ma estremamente credibili, dalle tendopoli di rifugiati al confine tra Stati Uniti e Messico fino ad aerei che si schiantano contro i grattacieli, impianti nucleari inesistenti e danni provocati da bombardamenti o calamità naturali.

La funzione, alimentata dal modello Gemini Nano Banana 2, era stata pensata per permettere di modificare immagini satellitari e viste tridimensionali attraverso semplici istruzioni in linguaggio naturale. L’idea era offrire uno strumento utile per insegnanti, urbanisti, architetti e professionisti della geoinformazione, ad esempio per ricostruire l’aspetto storico di un luogo o visualizzare un progetto edilizio nel contesto reale.


I problemi sono emersi quasi immediatamente. Era infatti facilissimo inserire elementi completamente inventati all’interno di località reali. Tra gli esempi più discussi figurano falsi campi profughi lungo il confine messicano, un impianto nucleare in Iran, crateri provocati da esplosioni e persino immagini che richiamavano gli attentati dell’11 settembre, con un aereo diretto contro un grattacielo. Screenshot di questo tipo, condivisi sui social, possono risultare particolarmente convincenti proprio perché utilizzano l’interfaccia e la prospettiva tipiche di Google Earth, da sempre considerato uno strumento affidabile per osservare il mondo.

Google ha precisato che le immagini generate non venivano pubblicate nella versione principale di Google Earth visibile agli altri utenti e che erano contrassegnate con un watermark digitale basato su SynthID. Tuttavia, gli screenshot circolati online hanno dimostrato come queste protezioni siano insufficienti una volta che l’immagine viene estratta dal contesto originale e condivisa sui social network.

L’episodio evidenzia una sfida sempre più importante per l’intelligenza artificiale generativa. Se creare immagini fotorealistiche è ormai alla portata di molti strumenti, integrarle all’interno di piattaforme considerate fonti autorevoli di informazioni geografiche cambia completamente il livello di rischio. Google Earth viene utilizzato quotidianamente da giornalisti, ricercatori, investigatori e analisti OSINT per verificare eventi, monitorare conflitti e documentare cambiamenti sul territorio. La possibilità di produrre immagini false che sembrano provenire dalla stessa piattaforma rischia di rendere molto più difficile distinguere la realtà dalla manipolazione.

“Sappiamo che le persone si fidano in modo unico di Google Earth per una visione affidabile del mondo. Abbiamo visto professionisti geospaziali utilizzare questa funzione per una serie di scopi utili, tuttavia abbiamo anche visto persone condividere screenshot di immagini generate che sembrano violare le nostre politiche”, ha comunicato l’azienda in un messaggio su X. “Per questo stiamo ritirando temporaneamente questa funzione di Google Earth e stiamo preparando misure di sicurezza più efficaci”.

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