A volte con la tecnologia si prova a gettare il cuore oltre l’ostacolo e invece ci si va a sbattere; un caso da manuale è il tilt che ha colpito in questo inizio d’estate i sistemi di identificazione biometrica degli aeroporti. «E’ il mondo realistico dei salti tecnologici – dice l’analista del settore aeronautico Gregory Alegi –. Non si tratta di sistemi che non funzionano, ma di problemi di scala». Nello specifico, le autorità europee hanno imposto negli ultimi anni di identificare una quota via via crescente di passeggeri extra-Schengen con la biometria; di recente, la quota (teorica) è stata aumentata al 100% pieno, ma siccome questo è conciso con il boom di viaggi dell’estate 2026, il meccanismo è esploso. Problemi di scala, come dice Alegi.
A sollevare il problema è stato l’amministratore delegato di Aeroporti di Roma, Marco Troncone, in una intervista al Financial Times, secondo cui a Fiumicino con l’aumento dei transiti legato alle vacanze estive Adr potrebbe dover sospendere i nuovi controlli biometrici previsti dal nuovo sistema europeo Entry-Exit System. «In una scala da uno a 10, siamo preoccupati 8 o 9 per l’estate – dice Troncone –. Il processo si rivela incompatibile con i picchi di volume che dovremo affrontare. Quindi l’unica soluzione è allentare i vincoli. Non c’è modo di garantire il 100% delle registrazioni».
Il sistema di ingressi/uscite (Entry/Exit System, EES) sostituisce il classico timbro del passaporto con un sistema informatico automatizzato che registra i cittadini dei paesi extra-Ue (con o senza obbligo di visto) che viaggiano per periodi di breve durata (fino a 90 giorni) ogni volta che attraversano le frontiere esterne dei Paesi europei che lo utilizzano.
Il rilancio dell’allarme
L’allarme non è rimasto isolato. «Non sono stati fatti interventi strutturali adeguati» denuncia il segretario generale del Sap (Sindacato Autonomo di Polizia) Stefano Paoloni. «Le code continuano e le attese per chi entra a volte durano persino svariate ore. E il problema non riguarda esclusivamente Fiumicino ma anche altri scali in tutto il Paese».
Spiega l’analista del settore aeronautico Antonio Bordoni: «Il sistema prevede una registrazione dei dati biometrici (una foto del volto e la scansione delle impronte digitali) al primo ingresso, e questo implica una procedura di registrazione, mentre per gli ingressi successivi il sistema dovrebbe limitarsi a scansionare (istantaneamente) il volto o le impronte digitali per verificare l’identità. Ma qualcosa non funziona, non solo a Fiumicino ma in vari aeroporti europei. Spesso i varchi automatici non funzionano, e anche i passeggeri già registrati nel sistema, che dovrebbero poter evitare le code, sono costretti a ripetere integralmente la procedura».
Olivier Jankovec, direttore generale di Aci Europe (l’associazione europea degli aeroporti), dice di avere «chiesto ripetutamente alla Commissione Ue di poter sospendere i controlli biometrici nei momenti di maggiore congestione»; gli è stato detto di no, ma a quanto pare in molti scali si fa di necessità virtù, e l’obbligo europeo dei controlli biometrici viene semplicemente disatteso.
Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it




