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Affitti, un letto a 500 euro: studenti e lavoratori nella giungla della casa

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Caro affitti, stanze per studenti e posti letto a 500 euro: a Torino cercare casa può diventare una gara all’ultimo respiro. Da Milano a Roma, il costo di una stanza pesa sui conti di studenti e lavoratori. A Madrid la crisi abitativa ha portato in piazza 70 mila persone, secondo le autorità, con le chiavi simbolo della protesta contro la bocciatura delle misure sulla casa. Dopo la sconfitta parlamentare Sánchez ha annunciato elezioni anticipate. Il carovita morde e la casa, uno dei beni primari, è entrata al centro della crisi per molte famiglie. E in Italia? Chi cerca casa deve fare i conti con affitti difficili da sostenere.

La Commissione europea, nel rapporto sull’Italia del 2026, riprende una stima di Cassa Depositi e Prestiti: a Milano il canone di 60 metri quadrati vale il 76% della retribuzione netta media dei dipendenti privati non agricoli, dirigenti esclusi. Una stima indicativa: la «tassa occulta» raccontata dalla nostra inchiesta. Poi gli sfratti: secondo il Viminale, nel 2024 sono stati emessi 40.158 provvedimenti, 30.041 dei quali per morosità o altra causa.

Ieri, davanti alla Commissione parlamentare sulle Periferie, Marco Buttieri, presidente di Federcasa, ha descritto chi resta nel mezzo: «Gente troppo ricca per stare all’interno della fascia Erp e gente troppo povera per stare nella fascia superiore». Da qui la richiesta di investire nell’edilizia residenziale sociale, rivolta anche a chi non accede alle case popolari ma fatica a pagare un affitto di mercato. Federcasa stima circa 250-280 mila domande in lista d’attesa: un censimento che Buttieri definisce non precisissimo, perché bandi e graduatorie sono comunali. La domanda si concentra nelle città metropolitane e nei centri sopra i 60 mila abitanti. Il presidente indica inoltre circa 24 mila alloggi occupati abusivamente e denuncia, in alcune periferie, il controllo della criminalità organizzata.

E a volte l’emergenza comincia prima della firma. Ecco la storia di Simone: ha vent’anni, studia e vive in dodici metri quadrati a Torino. «Ho il lavandino attaccato al letto. Pago 400 euro, spese incluse, ed è un miracolo che l’abbia trovato». Non era la sistemazione desiderata, ma quella disponibile. «Ho dovuto accettare prima che mi soffiassero il mini alloggio. C’era la coda che aspettava di accaparrarselo».

Gli annunci mostrano quanto costa adattarsi. In via della Rocca, nel centro di Torino, vengono offerti due letti su un soppalco, in una mansarda di 40 metri quadrati dichiarati. Quattrocento euro ciascuno, più 60 a persona per condominio e riscaldamento; luce e gas esclusi. In via Fidia, zona Massaua, la doppia costa 400 euro per posto, spese escluse; nello stesso annuncio la singola è proposta a 500 euro. Due occupanti significano 800 euro mensili di canoni, prima dei costi. «Il mercato degli affitti è drogato», ci spiega Vito Dibenedetto, agente immobiliare di Torino. «Ormai ai proprietari conviene di più affittare agli studenti un letto piuttosto che a una famiglia un appartamento, perché ci guadagnano molto di più». E aggiunge: «I prezzi sono schizzati alle stelle perché le richieste sono tante».

Un’altra storia. Sofia, vent’anni, anche lei lavora a Torino. Stipendio? Mille euro al mese per un’occupazione part-time. Ha trovato un bilocale vivibile a 600 euro: il canone assorbe il 60% della paga. È un po’ lontano dal lavoro, ma lo raggiungerà con i mezzi pubblici. A consentirle di ottenere l’alloggio è stata anche la garanzia dei genitori: il suo stipendio, da solo, non avrebbe offerto la stessa copertura.

Nella giungla degli affitti si inseriscono anche servizi che vendono l’accesso a contatti di proprietari. La formula descritta nelle segnalazioni raccolte è questa: annunci online a prezzi bassi, 270 euro una tantum, poi la trattativa resta a chi cerca casa. «Spesso, però, scopri che ci sono spese aggiuntive o addirittura alcuni proprietari non esistono», segnala un agente immobiliare torinese. «Bisogna stare molto attenti. Quel tipo di annunci attraggono per i prezzi competitivi, ma rischiano di diventare una trappola». Una denuncia sugli annunci civetta che richiede riscontri nei singoli casi.

Tra gli ostacoli segnalati ci sono anche le resistenze al trasferimento della residenza e la difficoltà di trovare un contratto quattro più quattro. Ad agosto 2026 Immobiliare.it Insights indica per le singole 479 euro mensili a Torino, 704 a Milano e 615 a Roma: prezzi richiesti sul portale, non contratti conclusi né letti in doppia. Il quadro non è uniforme: le singole segnano un calo annuo nazionale del 6,2%; a Torino i contatti medi per annuncio diminuiscono del 18,5%. Tra marzo 2020 e marzo 2026, però, i rincari sono del 45% a Torino, del 40% a Roma e del 31% a Milano.

Molti agenti immobiliari segnalano anche alloggi lasciati vuoti da proprietari molto anziani, anche ultraottantenni. Rimetterli sul mercato, sostengono, aiuterebbe a contenere i prezzi. Una possibile novità arriva dagli studentati: Dibenedetto indica una nuova struttura in costruzione a Torino. Posti, tariffe ed effetto sui canoni restano da verificare. Per Simone, intanto, quei 400 euro restano il prezzo di un letto accanto al lavandino.

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