Voto 7000
(come i caffè di Alex Britti)
A Luciano Spalletti, che a quanto pare ad andare a dormire non ci pensa proprio. Dopo il successo contro il Lecce, spiega: «Primo tempo da squadra vera, ma nel secondo troppa fatica. Se bado alla ripresa mi risveglio nel cuore della notte». Dopo il 2-2 con il Rennes aveva detto: «Possiamo fare meglio e non ci dormo la notte perché ci manca roba».
Voto 9 ½
(come le settimane di Mickey Rourke e Kim Basinger)
A Massimiliano Allegri, che ancora una volta si palesa in versione “You Can Leave Your Hat On” (puoi tenere il cappello, canzone e colonna sonora) e si produce dunque nel suo classico “spogliarello” da rabbia e frustrazione: il lancio della giacca. Che peraltro diventa pure oggetto di scherno e parodia da parte di Gianluca Mancini. Da lì in poi, passa direttamente in versione Joe Cocker sbraitando a squarcia gola contro il quarto uomo e poi cantandone quattro a più o meno chiunque gli capiti a tiro.
Voto 3
(metri sopra il cielo)
Ad Anguissa, autore di uno strepitoso gol contro la Roma. Il camerunese sugli sviluppi di una punizione di Politano respinta dai giallorossi prende il tempo e vola, vola, vola fino a colpire in rovesciata la sfera e firmare la prima rete della partita.
Voto 7
(zero zero, sette)
A Marcus Thuram che nei minuti di recupero di Inter-Fiorentina prima segna il gol dell’1-1, con un diagonale preciso-preciso e poi si procura il rigore del definitivo 2-1, trasformato da Zielinski. Roba da “Mai dire mai” per una squadra, quella nerazzurra, che ci crede fino all’ultimo e che in questa stagione ha già portato a compimento 5 rimonte. Le sono valse la bellezza di 13 punti: battute Udinese, Napoli, Bologna e Fiorentina. Pari con la Roma.
Voto 24.000
(come i baci di Adriano Celentano)
A Ignazio Abate, tecnico granata, che è riuscito a riavvicinare il Toro ai tifosi (e viceversa). C’è di nuovo passione, c’è partecipazione, c’è entusiasmo. Ora tutto sta nel continuare così, ma la sensazione è che il mood da “felici corrono le ore” possa proseguire, per i granata, proprio perché anche nello spogliatoio c’è un clima rilassato e carico di ottimismo.
Voto 1
(nessuno e centomila)
A Sam Beukem, protagonista in maniera non esattamente encomiabile nell’azione che vale il 3-3 della Roma, in casa del Napoli. Il difensore azzurro olandese interpreta svariati ruoli e si cala pirandellianamente nelle più diverse identità: prima infortunato e quasi “moribondo” (si fa per dire) dopo un minimo contatto con Balerdi, poi si tira prontamente in piedi quando vede che l’arbitro non interviene e il romanista sta involandosi verso la porta completamente indisturbato, infine dopo il gol di Balerdi (siamo all’89’) si ributta a terra in un rigurgito di dolore.
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