Un assaggio era già arrivato durante il Mondiale per Club di un anno fa. In alcune zone degli Stati Uniti, l’allerta meteo può condizionare e non poco il regolare svolgimento delle partite così come di tutte le attività all’aperto. Una dopo l’altra erano state sospese anche per diverse ore tante partite ufficiali, sei per la precisione, in questi giorni stessa sorte è capitata per alcune amichevoli (ultima quella dell’Inghilterra con Costarica a Orlando, posticipata di un’ora, pochi giorni prima in Texas era capitato per Arabia Saudita-Portorico), mentre la Croazia di Luka Modric è stata già informata del possibile annullamento dei prossimi allenamenti nel ritiro di Alexandria. E il rischio sarà concreto anche durante il Mondiale soprattutto per quei match in programma in alcuni centri specifici: Atlanta, Houston, Dallas, Orlando, Boston, Kansas City, Miami ed East Rutherford sono le piazze cerchiate in rosso.
Perché? Perché lo impone il “Seek Cover Protocol”, letteralmente il protocollo per cercare riparo: si applica negli Stati Uniti ogni volta che viene registrato un fulmine nel raggio di 8 miglia (12,7 km), le persone possono capirlo se tra il lampo e il tuono trascorrono meno di 30 secondi. In questo caso ogni evento all’aperto deve essere interrotto e potrà riprendere solo dopo almeno 30 minuti dall’ultimo fulmine, per quel che riguarda le partite di calcio è l’arbitro a fischiare l’interruzione mentre il pubblico viene informato dallo speaker e dai maxi schermi con gli avvisi: «Seek Cover Now – Dangerous Weather Approaching», cercate subito riparo – maltempo in avvicinamento.
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