La solidarietà verso gli agenti, dopo gli scontri del Primo maggio, è bipartisan. Ma, ancora una volta, la politica si divide tra chi punta il dito e chi separa il corteo tra la parte pacifica e quella autrice dei disordini.
I disordini durante il corteo del 1° Maggio
Due giorni fa, mentre migliaia di persone sfilavano pacificamente, lo spezzone dell’opposizione sociale composta da militanti di Askatasuna, No Tav, pro Pal, collettivi studenteschi e dal comitato di quartiere Vanchiglia si è staccato per dirigersi verso l’immobile di corso Regina 47. Ex sede del centro sociale sgomberata dopo il fallimento del progetto di bene comune. Qui, all’urlo di «guerriglia», sono nati i disordini tra cariche, idranti e lacrimogeni.
Primo Maggio a Torino, scontri tra autonomi e polizia davanti all’ex centro sociale Askatasuna
Centrodestra all’attacco sugli scontri
Il primo a reagire è stato il vicepremier Matteo Salvini: «Criminali». Il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, lo ha definito «un clima attacco allo Stato», la ministra per le Riforme Elisabetta Casellati parla di «strumentalizzazione di una ricorrenza da parte dei soliti noti». A intervenire anche il governatore Alberto Cirio: «Ancora una volta a Torino abbiamo assistito a violenze e aggressioni inaccettabili da parte di un gruppo di delinquenti».
Le pressioni sul sindaco
Chi siede in Parlamento, invece, si riferisce direttamente al sindaco Stefano Lo Russo: Roberto Rosso di Forza Italia pretende che «assegni subito l’immobile a realtà serie», Augusta Montaruli di FdI vuole che «si metta a bando lo stabile per evitare che i violenti tentino nuovamente provocazioni», Daniela Ruffino di Azione chiede «la stessa chiarezza dello Stato, che a Torino c’è sempre, dopo il timbro indelebile di Askatasuna sulle violenze».
Il futuro dell’edificio di corso Regina Margherita 47
Ad oggi, tempi e previsioni su corso Regina 47 non ci sono. Il Comune starebbe parlando con il comitato Vanchiglia insieme insieme (intanto diventato associazione) e sarebbe in attesa di un progetto. Dall’altra parte della barricata, lo chiede anche Avs: «Noi di scene come quelle di ieri non vorremmo mai vederne e, al di là delle strumentalizzazioni di chi ci attacca, proviamo da tempo ad abbassare la tensione. Per farlo serve riaprire in fretta corso Regina 47 con la funzione collettiva e sociale che ha avuto per tanti anni e togliere quel blocco di jersey e camionette dal quartiere», dichiarano Marco Grimaldi e Alice Ravinale. Il sindaco, di questo, non ne parla: «Quegli episodi vanno condannati con estrema fermezza e non hanno nulla a che vedere con lo spirito di un corteo di migliaia di persone che sono scese in piazza per difendere i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. Solidarietà alle forze dell’ordine». Si inseriscono anche i sindacati di polizia: «Si tratta di una strategia ormai consolidata», dice l’Associazione nazionale funzionari di polizia, «Senza diritti non c’è sicurezza», aggiunge Silp Torino.
Scontro politico
Il consigliere regionale di FdI Roberto Ravello attacca i partiti presenti al corteo: «Sfilare con i centri sociali diventa una copertura volontaria della guerriglia urbana». Il dem Daniele Valle risponde: «Applica gli stessi giudizi al vicepresidente Maurizio Marrone, del suo partito, presente in prima fila?». Replica anche l’ex sindaca Chiara Appendino (M5S): «I pochi violenti non rappresentano nessuno».
La posizione del comitato Vanchiglia Insieme
A prendere parola sui social, il comitato Vanchiglia Insieme: «Avevamo chiesto di utilizzare il giardino di corso Regina: la Prefettura ha detto no, il Comune ha fatto spallucce». Spiegano come la loro risposta «pacifica» sia arrivata manifestando, ma ancora prima organizzando incontri con i cittadini: «Vogliamo il quartiere smilitarizzato».
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