Aveva 106 anni e raccontava il Vangelo su YouTube. Addio a suor Anna “tra le più longeve al mondo”

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Prima di lei, in Italia nessuna era entrata in clausura a 70 anni. Suor Anna Maria del Sacro Cuore, al secolo Anna Perfumo, di Rocca Grimalda, ha dedicato una vita all’amore per il prossimo e alla fede e lo ha fatto fino all’ultimo giorno: mentre la morte la coglieva alle sei del mattino del 9 luglio, si accingeva a trascorrere la sua solita routine di adorazione e di preghiera all’interno del Monastero delle Suore Adoratrici del Santissimo Sacramento di Seregno, in Brianza.

Sopravvissuta a polmonite e scorbuto

Aveva 106 anni. Un’esistenza lunghissima la sua, e pensare che da piccola era stata data per morta due volte. Nata l’11 marzo del 1920, a quattro mesi l’ha colpita la broncopolmonite. Una malattia considerata mortale a quel tempo, tant’è che il medico che l’aveva visitata aveva detto alla mamma Maria che la mattina dopo non sarebbe tornato a rivederla perché «sicuramente morirà». Si è salvata e all’età di quattro anni è sopravvissuta allo scorbuto, altra patologia terribile per quei tempi e senza possibilità di cure efficaci.

Istitutrice per gli armatori Costa

La sua vocazione è sbocciata dopo la licenza magistrale da insegnante, conseguita a 17 anni a Chiavari. «A 20 anni, in tempo di guerra, abitava a Rapallo dove faceva la maestra istitutrice dai Costa, i famosi armatori di Genova, e preparava i loro figli alle prime comunioni – spiega il cognato Amanzio Possenti –. Quando il conflitto è finito, si è trasferita a Genova assieme alla sua famiglia, quindi anche con le sorelle Maria Vittoria, cioè mia moglie, e Paola. Le sue sorelle si sono laureate e lei ha cominciato la sua attività di servizio alla Chiesa sempre con un’idea in testa: diventare suora di clausura».

Per realizzare il suo desiderio ha dovuto aspettare fra l’insegnamento ai bambini dell’asilo e delle elementari, l’assistenza ai sacerdoti anziani e in difficoltà. «Per molti anni non le è stato possibile trovare il convento che la ospitasse», ricorda Possenti.

L’assistenza alle consorelle

Quando la madre è morta a 98 anni, nel 1991, è entrata nel Monastero delle Suore Adoratrici del Santissimo Sacramento in via Byron a Genova e ci è rimasta fino agli Anni Duemila, quando è stata trasferita a Seregno: «Fino a qualche mese fa faceva da infermiera alle consorelle malate – ripercorre il cognato –. Le aiutava, le assisteva e le guidava».

L’ultimo compleanno lo ha festeggiato a marzo in monastero circondata dall’amore dei parenti arrivati da Treviglio, Genova e Camogli: «Era molto in gamba e lo è stata fino alla fine. Partecipava a tutti i turni dell’adorazione previsti dalle regole claustrali». Ha sempre mantenuto i legami con la sua terra di origine: a San Carlo, frazione di Rocca Grimalda, è rimasta la casa di famiglia dei suoi nonni e genitori. Ci ha vissuto fino ai 23 anni e poi è tornata a trovare i parenti durante le loro vacanze.

Cinque chilometri per andare in chiesa

«Tutti i pomeriggi faceva 5 chilometri a piedi andata e ritorno per andare a messa a Ovada. Disdiceva il fatto di farsi portare in auto: amava andare e tornare da sola, in preghiera».

Era una suora tecnologica e celebre sui social: ogni anno pubblicava dei video su YouTube in cui raccontava il Vangelo. «Suscitava grandi consensi perché aveva un’apertura mentale straordinaria, una capacità di credere eccezionale. Mi diceva: “Quando ti svegli la mattina, ricordati che la prima cosa che devi fare è ringraziare il Signore che ti ha dato la vita. Dopo fai tutto quello che vuoi”. Era una sorta di suo motto». L’ultimo saluto è fissato per questa mattina alle 10 nella chiesa annessa al Monastero.

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