«Mr. Trump, Mr. Putin e Mr. Netanyahu, gli uomini dai grossi attributi, dicono: “Il mio ca**o più grosso del tuo e ho intenzione di bombardarti a morte”. Ma siamo diventati dei fottuti deficienti? Stiamo normalizzando l’orrore, ci limitiamo a dire: “Sì, è terribile”, intanto il loro fottuto maschilismo tossico sta creando migliaia di morti». Non le ha mandate a dire ieri l’attore spagnolo Javier Bardem al Festival di Cannes, dove ha presentato il film in concorso El Querido: «Dire che a Gaza si è commesso e si sta ancora commettendo un genocidio è un fatto. Si può essere contrari, provare a spiegare, giustificare, ma è un fatto. E chi lo giustifica, con il supporto o con il silenzio, è pro-genocidio».
Non teme le conseguenze delle sue parole («Me ne assumo tutte le responsabilità»), quanto alle presunte liste nere delle major hollywoodiane in cui sarebbero finiti alcuni divi, tra cui lui, per le loro prese di posizione politiche pro-Gaza dice: «Ne ho sentito parlare, non posso confermare queste liste, né fornire delle prove al riguardo. Anziché punire chi esprime liberamente il proprio pensiero, in questo caso la condanna di un genocidio, sarà chi compila queste liste ad essere smascherato e soffrirne le conseguenze, a livello di opinione pubblica e di società».
Il suo esporsi politicamente non ha compromesso il suo mestiere, assicura: «Continuo a ricevere tante offerte di lavoro, da Stati Uniti, Europa, Sud America. Siamo tutti più consapevoli di situazioni che vediamo direttamente sui nostri cellulari, anche grazie alle nuove generazioni, ci stiamo rendendo conto che tutto ciò è inaccettabile. Non si può giustificare questo genocidio in nessun modo».
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