Prima fu lo scandalo. Poi la rivoluzione. Oggi, a ottant’anni dalla sua nascita, il bikini continua a reinventarsi. Ha attraversato minimalismi e revival e quest’anno è tornato a pescare a piene mani da tutto il suo archivio: Vichy e pois, triangoli metallizzati, silhouette Anni 90, balconcini e dettagli gioiello. Dua Lipa e le sorelle Hadid hanno già scelto il lato luccicante; Vittoria Ceretti quello nostalgico. Non c’è, questa volta, una sola moda da seguire: ce n’è una per ogni personalità. E se il passato torna a essere fonte d’ispirazione, il futuro non è da meno. Il beachwear comincia infatti a confrontarsi anche con l’intelligenza artificiale. Non ancora come strumento per disegnare il costume, ma come immaginario capace di trasformare stampe, colori e superfici. La torinese Cristina Ferrari ne ha fatto il tema della collezione AI Connection: non un omaggio diretto all’AI, spiega la stilista, ma una sua trasposizione estetica. Stampe in tonalità elettriche di blu, ottanio e argento, connettori decorativi applicati a mano che disegnano reticoli su bikini e tute, mentre cristalli cangianti tappezzano i Crystal Bikini, su una microfibra effetto seconda pelle che resta l’unico elemento davvero tecnico della collezione.
Una cosa è certa: la moda mare sembra aver definitivamente abbandonato l’idea del costume come capo da spiaggia tout court. Complici i social, il lavoro ibrido, una certa voglia di rallentare, il confine tra mare e città si è fatto sempre più sfumato. Il costume è uscito dallo stabilimento balneare ed è entrato nel guardaroba vero – si abbina, si sovrappone, si indossa a cena – e i brand lo trattano ormai con la stessa attenzione riservata al prêt-à-porter. Le silhouette si fanno più morbide, le superfici più sensoriali: i nuovi modelli non aspirano a scolpire, ma assecondano, cedono, si adattano. La libertà non è una promessa di marketing, è una scelta costruttiva, che parte dal tessuto e arriva alla forma. Tezenis intercetta questi codici e li traduce in .un linguaggio diretto, pensato per un pubblico giovane – dai millennials in giù – e per un’idea di estate condivisa, che include donna, uomo e bambino. Il brand, parte del gruppo Oniverse, la galassia veronese che comprende anche Calzedonia, Intimissimi e Falconeri, ha inaugurato la stagione calda con una sfilata-evento nel teatro del quartier generale: una cornice energica, quasi immersiva, che però resta sullo sfondo rispetto al vero punto della collezione. Che è la materia.
E qui Tezenis gioca bene le sue carte. Texture tridimensionali come crinkle, piqué e rib danno profondità ai capi senza appesantirli; tocchi shiny e lurex catturano la luce, mentre le stampe, dall’animalier al chevron, entrano in gioco con leggerezza. Fuori dall’acqua, l’offerta si allarga. Il 100% cotone effetto lino viene ripensato attraverso vestibilità più fluide – pantaloni palazzo, gilet, gonne lunghe a ruota, kimono – mentre il traforato prende il posto del crochet, più pulito e meno nostalgico. Shorts e completi coordinati completano un’idea di look da spiaggia che diventa, pezzo dopo pezzo, un’estate intera. E poi i corpi: non un unico ideale estetico, ma fisicità diverse, proporzioni reali, una varietà che riflette, finalmente, il pubblico a cui il brand parla ogni giorno. La normalità con cui viene trattata la differenza è forse la cosa più interessante della collezione.
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