Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli non si recherà a Venezia nelle giornate di pre-apertura della 61ma Esposizione d’Arte della Biennale di Venezia e non parteciperà alla cerimonia di inaugurazione, prevista il 9 maggio. Lo ha comunicato il ministero della Cultura.
Il ministro non aveva mai nascosto il dissenso con la scelta del presidente della fondazione Pietrangelo Buttafuoco di permettere la riapertura del padiglione russo per la prima volta dal 2022. Poi la conferma più plateale: il no alla sua presenza agli eventi istituzionali della rassegna.
Le reazioni
Dura critica da parte del capogruppo M5S al Senato, Luca Pirondini. «La questione Biennale di Venezia sta diventando ogni giorno che passa una farsa che un’istituzione così prestigiosa non meriterebbe. Che cosa pensa di risolvere Alessandro Giuli disertando l’inaugurazione? Che messaggio pensa di dare vuota la sua sedia? È molto semplice: quella di un ministro della cultura che anziché difendere con la schiena dritta e la testa alta l’autonomia e l’indipendenza di una delle istituzioni culturali più importanti al mondo, si nasconde. Preferisce aderire ai diktat di Bruxelles e di qualche altro membro del governo, piuttosto che assolvere fino in fondo il suo ruolo. Giuli fa ancora in tempo a ripensarci: vada a Venezia, incontra Buttafuoco come ha fatto una delegazione del Movimento 5 Stelle proprio oggi, e gli dica che difenderà l’indipendenza della Biennale Se invece resterà a casa non sarà né ministro, né patriota».
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