Quarantaduemila domande su 20 mila che potranno essere coperte. Il 63% arriva da chi ha un Isee “medio”, tra i dieci e i 30 mila euro, quella fascia che non risiede nella totale povertà ma che ha comunque bisogno di aiuto. L’86% delle richieste da parte di cittadini italiani o europei.
È questa la fotografia della giornata del bonus Vesta iniziata con il sito in tilt e migliaia di famiglie in attesa davanti al pc. Nel “day after” l’assessore al Welfare Maurizio Marrone ribadisce, come già detto nell’intervista a La Stampa, l’efficacia del click day: «Questa è la strada giusta, tornare indietro sarebbe miope. Non c’è un dogma divino su questo meccanismo, ma chi lo attacca che alternative concrete dà? Il click day, piuttosto, ha rivelato la debolezza dal punto di vista informatico: affrontiamo la questione tra enti».
Troppi utenti connessi
Regione, Comune e Città metropolitana, le istituzioni maggioritarie nel Consorzio informativo che ieri ha ammesso come i troppi utenti connessi alle 12 abbiano mandato in down tutto il sistema. Le opzioni, per Marrone, sono due: «O il Csi ci garantisce operatività senza intoppi sul futuro click day, oppure valuteremo le modalità per selezionare un altro fornitore».
Welfare
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Il ceto medio
In un futuro, il voucher Vesta potrebbe essere gestito dai centri per la famiglia, su cui il governo sta dando una spinta. Ma ad oggi, per la Regione, la piattaforma online rimane la soluzione migliore, «che raggiunge quel ceto medio tagliato fuori dalla presa in carico degli assistenti sociali, ma comunque in difficoltà sulla natalità. A chi parla di “beffa” o “riffa” rispondono i dati». I numeri raccontati dal vicepresidente della Regione mostrano come la piattaforma, «dopo una prima ora di disservizio», abbia ricominciato a funzionare all’una, con un nuovo picco di domande tra le 17 e le 18. Venti milioni finanziati, 42 mila domande che ora andranno esaminate per valutare l’Isee, meno della metà saranno accolte. A parità di fascia, otterrà l’aiuto chi è stato più veloce: a disposizione ci sono mille bonus per chi ha tra gli 0 e i 2.000 euro, altrettanti tra i 2.001 e i 4.000 e così via. «Ma se guardiamo anche alla misura dell’anno scorso, in totale avremo garantito il contributo al 60% dei richiedenti».
Chi ha fatto domanda
Il 62,6% delle domande proviene da famiglie con Isee tra 10 mila e 30 mila euro, il 23,4% dalla fascia sotto i 10 mila e il 14% tra 30 e 40 mila. Sul fronte della cittadinanza, l’85,9% delle richieste è stato presentato da cittadini italiani e dell’Unione europee, che rappresentano il 59,4% dei richiedenti nella fascia più bassa, ma il 93% in quella “mediana”: «Un altro segnale che si tratta di una misura di equilibrio – continua Marrone -, che ci consente di poter dire che si è andati oltre al canale tradizionale, dove a volte si rischia una discriminazione al contrario». I Comuni toccati, poi sono stati 1.011 su un totale di 1.180: «Una capillarità che smentisce nei fatti le criticità legate al digital divide, essendo arrivate le domande da Ala di Stura come da un paese montano».
I risultati fra 10 giorni
Fra dieci giorni, promette la Regione, le famiglie sapranno se hanno ottenuto il voucher tra i 1.200 e gli 800 euro che tornerà anche il prossimo anno, con 20 milioni già finanziati da Bruxelles. Poi, si vedrà con la prossima programmazione dei Fondi sociali europei. Ma le polemiche non si placano: «Chiederemo ai vertici di Csi di venire a spiegarci cos’è successo in Aula – attacca la capogruppo di Stati uniti d’Europa Vittoria Nallo -, perché quel flusso era prevedibile. La giunta intanto la smetta con la propaganda e inizi a costruire un welfare serio e strutturale».
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