Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva è stato rieletto presidente del Brasile. Con lo scrutinio completato al 100%, la corte elettorale brasiliana ha dichiarato che Lula – che a breve compirà 81 anni – ha ottenuto un vantaggio incolmabile. Con una rimonta straordinaria, il leader della sinistra brasiliana ha sorpassato lo sfidante di estrema destra con il 51,79% dei voti contro il 48,21%. Circa 4 milioni di voti di differenza.
L’annuncio è giunto al termine di una serata caotica nei seggi di tutto il Brasile, in seguito alla decisione, presa all’ultimo minuto, di prolungare le operazioni di voto di due ore. Tale provvedimento, adottato da un giudice della Corte Suprema, Cristiano Zanin, potrebbe dare adito ad azioni legali da parte dello sfidante Flávio Bolsonaro che non riconosce il risultato del voto.
La richiesta di Lula di tenere ancora aperti i seggi era giunta in seguito a problemi con gli autobus destinati al trasporto degli elettori a San Paolo e Salvador, due città in cui il presidente uscente gode solitamente di maggiore sostegno. La richiesta di Bolsonaro era invece legata alle forti piogge che hanno colpito il sud del Brasile, zona in cui egli è favorito. Un video diffuso dallo staff elettorale di Lula mostra il veterano della politica festeggiare insieme alla first lady Rosangela da Silva e ai suoi alleati, dopo che la vittoria al ballottaggio è stata confermata dal tribunale elettorale brasiliano. Con indosso occhiali rossi a forma di stella, ha baciato la moglie. Migliaia di sostenitori hanno iniziato a radunarsi lungo l’arteria principale di San Paolo per celebrare la vittoria.
A Rio de Janeiro, le auto hanno iniziato a suonare il clacson. Al momento della conferma del risultato, un boato fragoroso è risuonato per le strade. Il trionfo di Lula va controcorrente rispetto alla tendenza regionale che ha visto la vittoria di candidati presidenziali di centro-destra vicini a Trump. Ciò implica anche che la maggiore economia dell’America Latina, con un PIL di 2,6 trilioni di dollari l’anno, probabilmente continuerà a opporsi alle richieste di Trump, nonostante la pressione esercitata dall’aumento dei dazi.
Le reazioni
I leader di tutte le Americhe si sono congratulati sui social media con il presidente eletto brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva. Lula è una figura venerata dalla sinistra latinoamericana, avendo governato il paese tra il 2003 e il 2010, periodo in cui i partiti di sinistra erano al potere in molti paesi della regione. Dal suo ritorno al potere nel 2023, si è distinto come un acceso critico di Trump.
«Lunga vita alla democrazia, il popolo brasiliano ha vinto. Congratulazioni, Presidente Lula!», ha scritto il presidente del Messico Claudia Sheinbaum. «Caro fratello Lula, a nome del governo e del popolo cubano, mi congratulo con te per questa storica vittoria che assicura la continuità del cammino di pace, sovranità e giustizia sociale intrapreso dal popolo brasiliano sotto la tua guida. Il Brasile può contare su Cuba nella costruzione dell’unità e dell’integrazione della nostra Grande Patria, dell’America Latina e dei Caraibi», ha fatto sapere il presidente cubano Miguel Díaz-Canel.
«Congratulazioni a te, compagno Presidente Lula, che nella tua settima elezione presidenziale hai saputo risvegliare le passioni dei tuoi connazionali e la loro ragione di vincere questa battaglia», ha dichiarato l‘ex presidente dell’Argentina Cristina Kirchner. «Il Cile e il Brasile hanno un lungo futuro in comune e continueremo a lavorare su un programma che rafforzi le relazioni tra i nostri paesi nell’integrazione economica e nella lotta contro la criminalità organizzata nella regione», sono le parole del presidente cileno José Antonio Kast. «Congratulazioni a Lula per questa vittoria. La nostra regione ha nemici comuni, sfide condivise e molto da guadagnare quando lavoriamo insieme», ha scritto il presidente dell’Ecuador Daniel Noboa.
«In vista del bicentenario delle nostre relazioni diplomatiche, ribadisco la nostra volontà di rafforzare l’alleanza strategica, l’integrazione, la cooperazione e lo sviluppo sostenibile dell’Amazzonia che condividiamo, a beneficio di entrambi i nostri popoli», ha detto il presidente del Perù, Keiko Fujimori.
«Bolivia e Brasile sono paesi vicini e fratelli, uniti da una storia condivisa e da sfide comuni. Continueremo a lavorare insieme per rafforzare le nostre relazioni e creare maggiori opportunità per le nostre nazioni», ha scritto il presidente della Bolivia Rodrigo Paz. Infine il senatore americano democratico Bernie Sanders: Lula ha difeso i lavoratori e la democrazia brasiliana e continuerà a farlo nei prossimi quattro anni.
«Una grande notizia dal Brasile. Le destre nazionaliste si possono battere nonostante il loro potere, i loro algoritmi ei loro miliardi”. Così sui social la leader del Pd Elly Schlein commentando il trionfo del leader progressista brasiliano Lula. «Non perde soltanto la dinastia dei Bolsonaro , perdono anche Trump ei suoi alleati coi loro tentativi di ingerenza nelle elezioni brasiliane. Democrazia 1 – Oligarchia 0. Tra questa e la vittoria degli studenti in Serbia , una pessima giornata per gli autocrati del mondo e una splendida giornata per la democrazia», conclude Schlein.
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