Un altro pezzo della storia di Brigite Bardot va all’asta. A poco più di un mese dalla vendita dei 285 oggetti battuti dalla Maison Millon per un valore complessivo di quasi un milione di euro, Christie’s organizza la vendita di 19 lettere della diva francese inviate al suo secondo marito, Jacques Charrier, nel periodo in cui era incinta del loro figlio, Nicolas-Jacques, nato nel gennaio del 1960. Ad anticiparlo ci pensa Le Parisien, che riporta in anteprima alcuni passaggi delle missive scritte dall’artista scomparsa a 91 anni nel dicembre dello scorso anno. I messaggi verranno esposti al pubblico domani, 29 ottobre, mentre il 3 novembre saranno contese da appassionati e collezionisti. Il valore complessivo stimato oscilla tra i 100mila e i 150mila euro.
Dalle lettere emerge un rapporto intenso e appassionato, ben diverso da quello che B.B. ha definito in seguito come un “incubo”. «Il tuo bambino sta bene, diventerà bello e forte (ha un “sinistro” formidabile)”, scriveva la Bardot a suo marito incontrato nel 1958 sul set di Babette va alla guerra.
Charrier, morto nel settembre del 2025 a 88 anni, in quel periodo era militare di stanza in Algeria. Una tenerezza che non ha niente a che vedere con la descrizione della gravidanza fatta nell’autobiografia pubblicata nel 1996, dove l’attrice paragonava il feto a un “tumore”. I messaggi, scritti in blu, nero e rosa e decorati con fiori e torte disegnate, raccontano una Bardot intima e passionale: «Bacio anche le tue mani, le amo, mi conoscono, mi tranquillizzano, scivolo sul tuo ventre fino al tuo pene, lo sento indurirsi sotto le mie labbra, ne approfitto, sei tutto mio… Fammi l’amore, orsacchiotto, ti amo, ti amo con tutta la mia vita, con tutto il mio sangue. Orsacchiotto».
Una dolcezza lontana dalla battaglia legale che poi metterà fine alla relazione. Nel 1997 Charrier aveva pubblicato alcuni estratti di queste lettere nel libro La mia risposta a Brigitte Bardot, dove rispondeva ad alcune accuse di violenze mosse nei suoi confronti dall’ex moglie. L’attore aveva poi venduto queste lettere ad un collezionista, che oggi ha deciso di metterle all’asta.
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Nell’attesa di conoscere l’esito dell’asta, continuano a volare stracci tra l’ ultimo marito dell’artista, Bernard d’Ormale, e l’omonima fondazione creata dall’attrice in difesa degli animali oggi guidata da Max Guazzini. Il vedovo 84enne, quarto marito della Bardot che è stato consigliere politico di Jean-Marie Le Pen, ha recentemente raccontato a Paris Match di essere stato messo alla porta dalla fondazione, che oggi è basata a La Madrague, la storica residenza della star situata nei pressi di Saint Tropez.
Secondo il suo racconto, l’uomo sabato scorso si è assentato dalla proprietà per qualche minuto e al suo ritorno si è visto negare l’accesso. «Una vigile mi ha detto che avevano ricevuto l’ordine di non farmi più entrare alla Madrague, tutto qui. Ma lì dentro avevo tutte le mie cose, vi rendete conto? La mia carta di credito, le mie ricette mediche…», ha spiegato d’Ormale a Rtl. Secondo l’emittente radiofonica, l’uomo avrebbe anche aggredito il vigile, che l’ha denunciato.
Libération ha poi riferito che la Fondazione avrebbe anche tagliato i rapporti con Frédric Chatillon, un vecchio amico di Marine Le Pen e in passato presidente del gruppo neo-fascista Gud. Guazzini, con il sostegno unanime del cda, ha messo fine ai tanti contratti che Chatillon aveva con la Fondazione, riguardanti ad esempio l’organizzazione delle raccolte fondi o la comunicazione. Una collaborazione che, secondo il giornale, fatturava 300mila euro all’anno alla fondazione.

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