Cardinale Zuppi (Cei): “Accanto ai crocifissi delle guerre fratricide”

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CITTA’ DEL VATICANO
Ogni guerra è «fratricida», tanto più quando a combattersi sono popoli cristiani. Per questo la festa dell’Assunta diventa un invito a contrastare la «cultura della potenza» e a scegliere una zpace disarmata e disarmante», espressione rilanciata da Papa Leone XIV. Il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei e inviato della Santa Sede per favorire la pace tra Russia e Ucraina, trasforma su Avvenire la figura della Vergine in una lente attraverso cui leggere le guerre, le divisioni tra i cristiani e la crisi della fraternità nel mondo. Il cardinale Zuppi parte dalla coincidenza, quest’anno, della celebrazione dell’Assunta per tutti i cristiani d’Oriente e d’Occidente. Una comunanza liturgica che, osserva, dovrebbe ricordare la necessità di tornare a «respirare bene usando i due polmoni», mentre la realtà mostra un aggravamento delle divisioni provocate anche dalle guerre. «La data ci unisce, la realtà ci divide», sottolinea, richiamando una frattura che attraversa non solo le diverse tradizioni cristiane, ma anche le loro stesse comunità. In questo scenario, Maria rappresenta per Zuppi la “Mater dolorosa” che, pur assunta nella gloria, non si allontana dalle sofferenze degli uomini. Come il Cristo risorto conserva i segni della Passione, così Maria continua a stare accanto alle vittime della violenza.


Fronti di guerra
«Oggi, la Mater dolorosa – che festeggiamo anche Assunta – continua a “stare” in Europa, in Russia e in Ucraina, in Terra Santa, in Medio Oriente, in Asia, in Africa, nelle Americhe e dovunque nel mondo si uccidono con violenza i suoi figli», osserva il cardinale di Bologna. La riflessione si allarga quindi alla condizione delle donne, alla difesa dei poveri e alla necessita’ di ricostruire comunità capaci di generare prossimità. Il Magnificat di Maria diventa il canto di una Chiesa chiamata a stare dalla parte di chi ha fame e sete di pane e di amore, di giustizia e di pace. «Non si è cristiani senza una madre, senza una comunità di fratelli e sorelle», afferma Zuppi, indicando nei poveri e nei più piccoli i primi destinatari di questa fraternità. Il presidente della Cei esorta a «respirare bene usando i due polmoni» della cristianità, orientale e occidentale, e richiama la responsabilità dei cristiani davanti a un’epoca segnata dalla guerra, dalla crisi della partecipazione democratica e dal rischio di una progressiva perdita dell’umano. Secondo Zuppi, l’appello di Papa Leone XIV a vivere concretamente la dottrina sociale della Chiesa non rappresenta un semplice aggiornamento etico, ma «una vera rivoluzione culturale» di fronte a sfide epocali.
Ferite da ricucire
Al centro della riflessione c’è Maria, insieme Assunta e Mater dolorosa. «Si’, Maria è assunta nel cielo. Ma sta ancora sotto la croce», evidenzia il cardinale Zuppi, indicando nella figura della Vergine un’immagine della compassione per tutte le vittime delle guerre. La sua presenza, afferma, continua a essere accanto ai «tanti crocifissi sulla terra», in Europa, in Terra Santa, in Medio Oriente, in Africa, in Asia e nelle Americhe, ovunque la violenza colpisca soprattutto i più indifesi e i bambini.Da qui anche un richiamo alla società contemporanea e alla crescente digitalizzazione delle relazioni. «Curiamo le relazioni!», esorta il cardinale, sottolineando che, nonostante le possibilità offerte dalla cultura digitale, il cuore umano continua ad avere bisogno della prossimità fisica, della tavola condivisa, della comunità che si riunisce, della visita a chi è solo e del servizio ai poveri. L’Assunta, nella lettura di Zuppi, non è dunque una festa che porta a fuggire dalla storia, ma una chiamata a entrarvi con maggiore responsabilità. Maria, «Madre di una famiglia umana riconciliata», indica la strada di una fraternità concreta, capace di ricucire ciò che la guerra, l’indifferenza e la cultura della forza continuano a dividere.

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