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Carrefour crolla in Borsa dopo i disordini in Francia: titolo giù del 14%

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Le tensioni sociali che da settimane attraversano la Francia presentano il conto a Carrefour. Il gigante della grande distribuzione ha rivisto al ribasso gli obiettivi per il 2026, indicando come causa il deterioramento del clima sociale e della sicurezza nel suo mercato di riferimento, a cui si aggiunge il peso dei rincari energetici sulla spesa delle famiglie.

Il gruppo si attende ora un margine operativo ricorrente invariato o in miglioramento di non oltre 15 punti base rispetto al 2025, quando in precedenza la previsione indicava un progresso di 25 punti base. Più marcata la correzione sull’utile per azione rettificato, atteso stabile o in lieve aumento, nella parte bassa di una forchetta compresa tra lo 0% e il 5%, mentre prima si puntava a una crescita tra il 5% e il 9%. Cambia direzione anche il flusso di cassa netto libero, che segnerà una leggera flessione al posto del modesto incremento messo in conto finora. Di riflesso, gli investimenti dell’anno saranno ridimensionati da 1,7 a 1,6 miliardi di euro.

La risposta del mercato

Alla Borsa di Parigi le azioni del gruppo cedono circa il 14% a 13,98 euro, in una seduta in cui il listino principale si muoveva invece in lieve rialzo (+0,64%). A pesare è soprattutto la difficoltà di prevedere l’andamento dei prossimi mesi. «Il nostro gruppo si trova ad affrontare una situazione senza precedenti in Francia – spiega l’amministratore delegato Alexandre Bompard – Il livello di incertezza è elevato per quanto riguarda l’andamento dei consumi e le condizioni in cui i nostri negozi potranno restare aperti». Il timore riguarda in particolare la stagione più importante per il commercio. «Entriamo in un periodo critico per il commercio a fine anno – prosegue il manager – e questa situazione pesa in modo significativo sui già fragili consumi dovuti al rialzo dei costi dell’energia e contagia l’attività dei nostri magazzini». Bompard tiene comunque a rassicurare gli investitori, sottolineando che, malgrado il ritocco delle stime, «la nostra rotta strategica resta invariata».

Il trimestre

Il taglio delle previsioni arriva paradossalmente al termine di un trimestre positivo sul fronte dei ricavi. Tra luglio e settembre le vendite sono cresciute del 2,3% a parità di perimetro, raggiungendo 22,7 miliardi di euro, un risultato leggermente superiore al +2,1% atteso dagli analisti e in accelerazione rispetto al +1,9% del 2° trimestre. Su base contabile l’aumento è stato del 3,9%. In Francia, dove il gruppo ha realizzato 11,9 miliardi di fatturato, le vendite sono salite dell’1,2%, sostenute dall’integrazione dei punti vendita Cora e dalle riduzioni dei prezzi. Il 19 ottobre, l’azienda ha annunciato di voler acquisire la rete di negozi alimentari di prossimità Codifrance con un accordo con la proprietà belga Coloruyt in un’operazione da 152 milioni di euro.


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