C’è un blob giuridico che ha invaso gli uffici giudiziari del Piemonte. Prima ha inondato il tribunale ordinario, quindi ha colonizzato il Tar Piemonte e ora si dirige famelico verso la Corte dei Conti: il contenzioso della Carta del docente, migliaia di sentenze in favore degli insegnanti che da anni paralizzano gli uffici.
A chi spetta la Carta del docente
La Carta del docente è un bonus annuale da 500 euro, garantito per legge agli insegnanti per l’aggiornamento professionale. Per anni, però, il ministero dell’Istruzione lo ha riconosciuto solo ai docenti di ruolo, escludendo i precari. Questi ultimi si sono rivolti ai tribunali ordinari, che hanno dato loro ragione. Il ministero non ha applicato le sentenze. È partito allora un secondo giro di ricorsi – questa volta al Tar – per ottenere il rispetto delle decisioni già pronunciate. Nuova vittoria degli insegnanti e costi triplicati per i cittadini tra more, interessi e spese legali.
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Il Tar sommerso di ricorsi
Il risultato è un ingolfamento senza precedenti. Per intenderci, scaricando l’intero database delle sentenze del Tar Piemonte 2025 risultano 1.672 giudizi di ottemperanza su un totale di 3.262 sentenze. In pratica il secondo tribunale più importante del Piemonte lavorava come ufficio esecutivo.
Il presidente del Tar Piemonte, Raffaele Prosperi, ha provato a lanciare l’allarme. All’inaugurazione dell’anno giudiziario 2025 ha denunciato: questi ricorsi ci sommergono. Nessuna risposta da Roma. Ci ha provato l’anno successivo con parole più amare. Nulla. A quel punto, il Tar ha deciso di passare all’azione e ha attivato la procura della Corte dei Conti.

L’invio alla Corte dei Conti
Quando la procuratrice regionale della Corte dei Conti, Fernanda Fraioli, ha preso possesso del suo nuovo ufficio a Torino ha visto piovere sulla sua scrivania centinaia di sentenze del Tar. «Arrivavano di continuo – racconta – I giudici amministrativi davano ragione agli insegnanti ma, a differenza di quel che accadeva in altre regioni, il Tar piemontese inseriva nelle proprie sentenze una prescrizione: l’invio della decisione alla Corte dei Conti per valutare il possibile danno erariale provocato dall’inerzia sistemica del ministero». Centinaia di sentenze con numeri tutt’altro che astratti. «A fronte di una Carta del Docente da 500 euro si prevedevano spese per 1.500 tra more, sanzioni, spese legali e nomine di commissari ad acta. In pochi mesi avevamo accumulato 80.000 euro».
Le sentenze spedite a Roma
A un sostituto procuratore è però venuto un dubbio: la sezione regionale competente è davvero il Piemonte? Dopo un’interlocuzione con l’Ufficio scolastico regionale è emerso che no: la Carta del docente bypassa la sede torinese, è Roma a occuparsene. «A fine novembre ho emesso un decreto allegando un primo pacchetto di 200 sentenze e le ho inviate al mio omologo del Lazio», racconta Fraioli. «Da allora l’inoltro non si è mai fermato».
La domanda ora è una sola: l’attivazione della Corte dei Conti riuscirà a smuovere gli uffici di Roma? Fraioli ci spera, ma con una riserva. «Fino a quattro mesi fa avrei risposto certamente di sì. Oggi, con la nuova legge che limita al 30% il risarcimento del danno a carico del funzionario colpevole, la deterrenza si è molto indebolita». Nel 2025 la Corte dei Conti piemontese aveva recuperato 26 milioni di euro. «Significano asili nido, servizi, diritti – dice la procuratrice – Non sono per nulla sicura che nel 2026 otterremo gli stessi risultati».
Cosa succede al ministero
A Roma, nel frattempo, il problema è ben presente. A La Stampa la direttrice generale per gli ordinamenti scolastici Antonella Tozza ha rivendicato i progressi compiuti. Il ministero ha impresso un’accelerazione: 112.258 sentenze eseguite, voucher attivati per oltre 184 milioni di euro e una platea degli aventi diritto allargata fino a un milione di docenti. Una misura che, nelle sue parole, dovrebbe «eliminare definitivamente il contenzioso, prevenendo la formazione di nuovi ricorsi».
Il blob, tuttavia, oggi continua a procedere. E questa volta potrebbe sommergere anche i funzionari del ministero oltre agli uffici giudiziari
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