Caso Minetti, spunta una denuncia fantasma usata per bloccare la famiglia rivale

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Gli operatori dell’Inau, l’ente delle adozioni in Uruguay, decisero di far adottare il bimbo alla coppia Minetti-Cipriani, e non alla seconda, uruguaiana, convinta di fare il bene del minore. È quanto emerge dalla stampa locale, secondo un’ultima ricostruzione che tuttavia non chiarisce definitivamente l’effettiva regolarità dell’intero processo.

Secondo l’Observador questa seconda famiglia figurava nei fascicoli dell’Inau e aveva ottenuto una valutazione tecnica positiva. Nulla impediva, fino a quel momento, che la famiglia potesse quindi procedere con l’iter di adozione. Inoltre, nei confronti della coppia Minetti-Cipriani erano state emesse delle notifiche contrarie al proseguimento dell’adozione, vista la nota condanna in Italia dell’ex consigliera lombarda per istigazione alla prostituzione.

L’allora direttore della divisione Adozioni, Darío Moreira — recentemente trasferito in un’altra area dell’Inau — aveva infatti ritenuto che non si dovesse proseguire con la valutazione della famiglia italiana, dati i precedenti penali di Minetti in Italia. Ma nel racconto spunta un nuovo dettaglio ancora non chiaro su una presunta denuncia per violenza domestica presentata da una ex a carico dell’uomo della coppia concorrente, che non sarebbe allegata al fascicolo e non vi sarebbero nemmeno atti successivi registrati presso il Ministero dell’Interno al riguardo.

Gli avvocati Santiago Martínez e Lucía Lorente presentarono un ricorso nell’interesse della coppia italiana in cui argomentavano dal punto di vista giuridico che il reato contestato in Italia a Minetti non dovesse essere preso in considerazione in Uruguay, dato che in questo paese la prostituzione era un’attività autorizzata. Inoltre, venivano formulate considerazioni riguardo all’altra famiglia interessata all’adozione che di fatto spingevano all’idea che la famiglia italiana fosse l’opzione migliore per il bambino.

Sulla base di questo ricorso, la direttrice del dipartimento, Valeria Caraballo — da cui dipendeva Moreira e che riferiva direttamente al consiglio di amministrazione — aveva fatto sapere che l’uomo della coppia concorrente, originario di Maldonado, aveva anche una denuncia per violenza domestica presentata da un’ex compagna, non allegata al fascicolo e priva di atti successivi registrati presso il Ministero dell’Interno. L’uomo infatti aveva presentato il proprio certificato di buona condotta per poter procedere con l’adozione. Ma, all’improvviso, com’è noto, la procedura di adozione di questa seconda famiglia si è arenata e, poco dopo, l’Inau ha informato loro, per telefono, che il bambino era stato adottato da una famiglia straniera.

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