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C’è la Francia di Zidane per l’Italia. Mancini: “Questa partita ci dirà molte cose”

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PARIGI. Ritrovate Zidane vent’anni dopo quella finale e quella testata, ma anche ritrovare le giuste sensazioni azzurre. L’Italia gioca a Parigi contro la Francia del nuovo ct, al debutto casalingo in uno stadio di Saint Denise tutto esaurito, e sa di essere di fronte alla prova più difficile.

Roberto Mancini, qui sembra tutto apparecchiato per la festa della Francia di Zidane. Che ruolo reciterà l’Italia?
«Non è mai una partita banale e non lo sarà mai. Sono sicuro che sarà una bella partita: loro sono più avanti e hanno fatto benissimo negli ultimi 3 mondiali in cui non c’eravamo, ma vogliamo giocarcela. C’è anche la bellezza di giocare partite così in stadi così».

Che cosa significa affrontare Zidane per lei?
«La sfida è tra due squadre, non tra me e Zidane. E’ la prima volta che ci sfidiamo, ma questa partita è un classico del calcio europeo. La Francia ha giocati incredibili ed è più avanti rispetto a noi come percorso, ma questa partita ci dirà molte cose».

Quale sarà la parola d’ordine da dare ai suoi giocatori?
«Divertirsi sempre, perché è partita di calcio ed è la cosa più bella che c’è. Poi di giocare con possesso palla e attaccare con molti giocatori. Se veniamo qui per difenderci tutta la partita, non è cosa bella e importante. Faremo la difesa, ma il nostro obiettivo è di provare a giocare».

La Francia arriva troppo presto?
«La Nations è difficile e la Francia è una delle migliori al mondo: piena di giocatori veramente bravi. Sarà difficile, ma sarà una partita che ci dirà qualcosa su quello che possiamo dare nei prossimi mesi».

La Federcalcio rischia il commissariamento e Diana Bianchedi ha dato le dimissioni da capo delegazione. Come fate a lavorare con serenità?
«Quando si lavora serve stabilità e tranquillità, ma noi siamo tranquilli. Abbiamo parlato con il presidente, poi spiace che Diana non sia più con noi: ci manca, anche se è stata poco siamo molto dispiaciuti delle sue dimissioni. E’ una grande ex campionessa e capisce tutto dello sport».

Kean è in condizione per fare il titolare?
«Ha riposato perché ha problemi che si porta dietro da tempo, altrimenti avrebbe giocato anche in Turchia. È giovane, ha qualità fisiche straordinarie, valutiamo domani».

A Bursa è scattata la scintilla? Ha visto segnali di crescita?
«Non ci si deve abbattere per una sconfitta, non ci deve esaltare per una vittoria. La squadra ha giocato bene a calcio e bisogna fare questo».

Perché Inacio per la terza volta su tre partite non è stato convocato?
«È giovane, si deve formare e ha 18 anni. Ci vuole un po’ di tempo, deve allenarsi con noi. Ha fatto poche partite, ma sappiamo le sue qualità».

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