Sconfitta amara per la Roma in Champions League. I giallorossi sono stati rimontati dal Manchester United all’Old Trafford, che è riuscito a ribaltare lo 0-2 con cui si era concluso il primo tempo fino al 3-2 finale, nella quarta giornata della fase campionato della massima competizione europea. A decidere la partita il rigore trasformato da Bruno Fernandes al 58′ e la doppietta di Cunha, a segno all’83’ e all’86’, a rispondere al doppio vantaggio giallorosso firmato da Soulé all’11’ e da Malen su rigore al 17′. Nel finale, al 91′, espulso proprio Cunha per doppia ammonizione. Con questa sconfitta la Roma resta a quota 4 in classifica e viene scavalcata proprio dallo United, che sale a 6.
L’Inter invece dà la risposta che tutti chiedevano, travolge il Feyenoord 3-0, conquista la seconda vittoria in Champions League e dimentica la sconfitta nel derby. Funziona tutto a Rotterdam. L’Inter questa volta non sbaglia approccio, non ha bisogno di cercare rimonte epiche, controlla la partita e gestisce bene i momenti della gara. Esce dal ‘De Kuip’ con la porta imbattuta, ritrovando giocatori sottotono nelle ultime uscite e si proietta nel migliore dei modi ad un’altra delicata sfida, quella contro il Como domenica a San Siro. Dopo appena 8′, sblocca la partita con il giocatore che non ti aspetti. Bisseck riceve palla da Spence, si gira e calcia con un sinistro a giro perfetto che gela il De Kuip. Esulta con gesto di zittire tutti ma l’Inter nelle ultime uscite non aveva convinto e il peso dell’ennesimo ko nel derby si faceva sentire. Contro il Feyenoord però l’avvio è attento, concentrato, in una partita comunque non semplice e in uno stadio che è una bolgia. Al 14′ Dimarco avrebbe tra i piedi la palla del raddoppio ma Ernst devia in tuffo il tiro angolato. Ecco i nerazzurri peccano per mancanza di incisività. Il Feyenoord ha momenti di incertezze che però non vengono sfruttati dalla squadra di Chivu. C’è anche un’incomprensione tra Akanji e Martinez (che si avventura lontano dalla sua porta ancora una volta) che fa spaventare i tifosi nerazzurri. Percependo il disordine nerazzurro, il Feyenoord avanza. Martinez però è bravo a negare il gol a Moussa. Proprio in uno dei momenti migliori dei padroni di casa, l’Inter raddoppia: tiro di Spence deviato, sulla palla impatta di testa Pio Esposito che è nel posto giusto al momento giusto. L’Inter sigla il 2-0 e instrada la partita. Ad inizio ripresa parte ancora bene l’Inter poi il Feyenoord riacquista coraggio. Ma sono ancora una volta i nerazzurri a firmare il tabellino questa volta con Zielinski che tiene palla poi calcia un mancino angolatissimo che colpisce il palo interno e si infila in rete. 3-0 e partita in cassaforte. Così Chivu ha anche la possibilità di gestire le risorse e richiama in panchina Calhanoglu e Thuram per Mkhitaryan e Bonny. Sono tante le note positive della serata. Carlos Augusto non segna ma conferma l’ottimo stato di forma con lavoro prezioso di copertura e l’intraprendenza in fase offensiva. Buone risposte anche da Spence che questa volta si mette in mostra con un assist e conclusioni pericolose.
C’è il suo zampino anche sul poker nerazzurro che è il risultato di una splendida azione corale. Spence per Dimarco cross al centro e Pio Esposito deve solo appoggiare in porta. La rete viene annullata per fuorigioco ma restano dubbi, perché l’offside è millimetrico. Finisce senza altre emozioni con l’Inter in pieno controllo e sempre in corsa per la qualificazione in Champions. Il percorso dovrà essere senza intoppi, certo, e l’Inter deve trovare continuità di prestazione con partite controllate, ma i nerazzurri hanno le carte in regolare per sognare in grande. Dovranno dimostrare di aver imparato dagli errori e che il derby sia davvero spartiacque. Domenica col Como altra prova difficile in cui dovrà dare ulteriori risposte.
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