ROMA. Coldiretti prepara una class action contro i cibi ultraformulati e punta ad arrivare alla Corte di giustizia dell’Unione europea. L’annuncio è del segretario generale Vincenzo Gesmundo, che ha aperto il Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato a Roma con The European House – Ambrosetti. L’organizzazione sta verificando condizioni e tempi. Il bersaglio sono le politiche europee che, secondo Coldiretti, favoriscono la diffusione di questi prodotti. Non fermarli, è la tesi, «è un crimine contro l’umanità».
Il punto di attrito è il nuovo regolamento Ue sugli appalti pubblici, che non prevede alcun divieto per gli ultraformulati nelle mense scolastiche e nei luoghi di cura e assistenza. Una scelta che Coldiretti legge come un favore alle multinazionali, a danno della salute e del reddito degli agricoltori. In Italia un precedente esiste: Roma Capitale, nel nuovo bando per la ristorazione scolastica, li ha esclusi dai menu dei bambini.
A sostegno dell’offensiva, l’associazione snocciola dati. Le ricerche più recenti associano il consumo di ultraformulati a 32 effetti avversi, dall’apparato gastrointestinale a quello cardiovascolare, fino a obesità e infertilità. Uno studio pubblicato su The Lancet nel 2025 da Carlos Augusto Monteiro, l’epidemiologo brasiliano ideatore della classificazione Nova, ospite del Forum, collega un consumo più alto a un aumento del rischio di diabete di tipo 2 (+25%), depressione (+23%), sovrappeso e obesità (+21%), mortalità generale e cardiovascolare (+18%). Il costo per il sistema sanitario, secondo la Fondazione Aletheia, è di circa 13 miliardi l’anno. Per il rapporto Coldiretti-Censis, il 79% degli italiani vuole che l’Ue intervenga e l’82% dei genitori chiede un piano pubblico contro snack, merendine ed energy drink.
Frutta e verdura, solo il 5,3% degli italiani consuma le cinque porzioni al giorno
All’ingresso del Forum campeggia l’installazione «La fabbrica dei malati»: un uomo attraversato da snack e bibite zuccherate iniettati da una grande provetta. Accanto, uno scaffale mette a confronto prodotti italiani e d’importazione: il grano canadese trattato con glifosato in pre-raccolta, pratica vietata in Italia, l’olio straniero di bassa qualità, il riso asiatico. Nel mirino anche la regola doganale dell’ultima trasformazione sostanziale, che consente di spacciare per italiani prodotti stranieri: abolirla, sostiene Coldiretti, varrebbe 20 miliardi per la filiera.
Sul fronte educativo arriva Farmcraft, sviluppato con Maker Camp, che porta l’educazione alimentare dentro Minecraft, il videogioco più venduto della storia. È rivolto ai ragazzi tra gli 8 e i 14 anni e partirà con un contest nelle scuole: una fattoria virtuale da gestire, le stagioni, le etichette, il mercato contadino. Poi le visite in campagna. Su 800 presidi sentiti dal Censis, il 91% ritiene che la tecnologia possa aiutare a insegnare a mangiare bene e il 53% è pronto ad adottare programmi basati sui videogiochi.
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